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La coppia di 28 e 27 anni, rintracciata grazie alla collaborazione con l'Interpol, è accusata di aver causato il decesso del figlio di sette mesi attraverso reiterate violenze. All'ordinanza di custodia cautelare si aggiunge l'accusa di sottrazione della figlia primogenita.
La coppia di 28 e 27 anni, rintracciata grazie alla collaborazione con l'Interpol, è accusata di aver causato il decesso del figlio di sette mesi attraverso reiterate violenze. All'ordinanza di custodia cautelare si aggiunge l'accusa di sottrazione della figlia primogenita.
Una drammatica vicenda di violenza familiare culminata nel decesso di un neonato ha portato all'arresto in Svizzera di una giovane coppia residente a Borgomanero, in provincia di Novara.
I due, di 28 e 27 anni, erano ricercati per maltrattamenti in famiglia pluriaggravati da cui sarebbe derivata, come conseguenza non voluta, la morte del figlio di soli sette mesi nel novembre del 2024.
L'operazione, condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Novara in coordinamento con la Procura e il supporto dell'Interpol, ha permesso di rintracciare i genitori che si erano resi irreperibili insieme alla figlia primogenita di quattro anni a partire dal luglio 2025.
Le indagini medico-legali e l'autopsia hanno escluso categoricamente cause naturali o accidentali per la morte del piccolo, evidenziando invece traumi contusivi al capo e una compressione toracico-vertebrale compatibili con condotte violente avvenute nei giorni precedenti il decesso.
Il quadro accusatorio ricostruito dagli inquirenti delinea un contesto di abusi reiterati che erano già emersi nell'aprile del 2024, quando il neonato, ad appena un mese di vita, era stato ricoverato per oltre venti giorni con una frattura scomposta della clavicola e diffuse ecchimosi.
In quell'occasione, le giustificazioni fornite dai genitori erano state giudicate discordanti e del tutto inattendibili alla luce delle perizie tecniche. Oltre alle gravi accuse legate alla morte del figlio, il gip Niccolò Bencini contesta alla coppia anche la sottrazione della bambina di quattro anni durante la fuga all'estero.
Il Tribunale del Riesame di Torino, confermando integralmente l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, ha rimarcato l'elevata pericolosità sociale dei due indagati e il concreto pericolo di fuga. Attualmente sono in corso le procedure burocratiche per l'estradizione dalla Svizzera, necessarie per consegnare i due indagati alla giustizia italiana.
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