
- Prima Notizia 24
- Mercoledì 22 Aprile 2026
Nipote di Enrico Mattei: "Meloni non usi il nostro cognome per il Piano"
Pietro Mattei diffida la premier e contesta la subordinazione agli Usa: "Mio zio non era un servo, le attuali politiche sono in antitesi con la sua storia".
Una Pec inviata alla presidenza del Consiglio ha aperto un caso diplomatico e legale tra la famiglia Mattei e il governo.
Pietro Mattei, nipote del fondatore dell'Eni, ha presentato una "diffida all'utilizzo del nome di Enrico Mattei in relazione al cosiddetto 'Piano Mattei'", sostenendo che l'attuale politica della premier Giorgia Meloni sia "in totale antitesi" con la figura dello zio.
Secondo l'erede, l'uso del cognome di famiglia sarebbe "finalizzato a scopi di propaganda" che rischiano di "distorcere" l'eredità politica e umana dell'industriale scomparso nel 1962.
Intervistato da La Stampa, Pietro Mattei è stato durissimo nei confronti dell'esecutivo: "Mattei aveva sfidato gli americani, non era il loro servo", ha dichiarato, aggiungendo che "Meloni invece non compra gas dai russi perché deve comprarlo da Washington". Il nipote contesta anche l'approccio al tema migratorio, definendolo "lontano dall'attuale utilizzo del tema per fini politici" che lo zio portava avanti tramite la formazione dei giovani locali nelle scuole Eni.
"Faremo causa, civile e penale. Stanno vendendo una scatola vuota", ha avvertito Pietro Mattei, definendo inaccettabile il legame tra il nome della famiglia e le scelte su energia, immigrazione e politica estera.
Parallelamente alla diffida contro Palazzo Chigi, gli eredi hanno avviato un'azione legale presso il tribunale di Macerata contro l'Eni. La citazione in sede civile riguarda la "petizione ereditaria" di diversi beni, tra cui oggetti personali, lettere e quadri del primo Novecento, in particolare due nature morte di Giorgio Morandi.
Da parte sua, l'Eni ha risposto ufficialmente affermando che "i beni rientrano nel patrimonio aziendale" e che la società farà valere la propria posizione nel giudizio avviato dai familiari dell'ingegnere.
La figura di Mattei, che sognava una relazione "paritetica" con i Paesi produttori, torna così al centro di una battaglia che divide l'eredità storica dalle strategie geopolitiche odierne.
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