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  • Roma - Venerdì 7 Agosto 2026

Nordio difende Delmastro: "Inammissibile che i pm entrino nella vita più intima"

Il ministro della Giustizia ribadisce la fiducia nel sottosegretario dopo il voto parlamentare: "Sui rapporti con la camorra sono strasicuro, è un paladino dell'antimafia".

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Il Guardasigilli Carlo Nordio interviene in difesa del sottosegretario Andrea Delmastro all'indomani del passaggio parlamentare sulla richiesta di acquisizione delle sue conversazioni.

In un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, il guardasigilli ha raccontato il contatto avvenuto dopo lo scrutinio: "Sì, dopo il voto ho sentito Andrea Delmastro. Mi sono congratulato con lui perché è passata una questione di principio e l’ho tirato su con un bicchiere di buon bianco".

Il ministro ha voluto chiarire la postura del sottosegretario rispetto all'attività della magistratura: "Non era lui a non voler dare le chat, le aveva già consegnate ai pm. Sa di non aver fatto nulla di male. E non è come me. Mi han detto che avevo le ‘mani insanguinate’ per Almasri, che ero ‘piduista’ per il referendum. Ma io queste cose le prendo con filosofia. Mi vien da ridere e le ignoro", sottolineando come Delmastro sia al contrario "più emotivo e le soffre".

Nordio si è detto "strasicuro" che il sottosegretario non abbia elementi da celare in merito a presunte contiguità con ambienti criminali: "Conoscendo la vita e il vissuto di Delmastro. Se c’è un paladino dell’antimafia che ha fatto della lotta alle cosche la sua vita è lui. Più volte ci siamo scontrati sul mio garantismo. Ad esempio, sul reato di concorso esterno in associazione mafiosa che io giuridicamente guardo con diffidenza ma lui invece è stato granitico nel difendere".

Il responsabile della Giustizia ha quindi posto l'accento sul tema della tutela della sfera privata durante le indagini, affermando che "non è ammissibile che un magistrato entri anche nella vita più intima di un individuo per trovare le chat che gli interessano".

Pur precisando che "personalmente non sarei contrario all’acquisizione delle chat. Particolarmente a queste cui non si era opposto neanche Delmastro", il ministro ha indicato una precisa modalità tecnica per la selezione degli atti: "Bisogna trovare il modo in cui nessuno, neanche il pm, venga a vedere cose di cui non debba venire a conoscenza. Io la soluzione l’avrei: mettere il pm e l’interessato, in via riservatissima e da soli in una stanza per selezionare ciò che davvero interessa all’indagine".

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