
- Prima Notizia 24
- Giovedì 23 Aprile 2026
Ocse: "Italia resiliente, ma serve slancio sulle riforme per abbattere il debito"
Il rapporto di Parigi: "Mantenere il legame tra pensioni e aspettativa di vita. Spostare il carico fiscale dal lavoro alla proprietà".
L'economia italiana si è dimostrata resiliente agli shock recenti, ma deve ora affrontare sfide strutturali sempre più intense.
È quanto emerge dal rapporto periodico dell’Ocse sulla Penisola, che promuove la direzione impressa da Pnrr e Piano strutturale di bilancio, pur chiedendo maggiore vigore nel risanamento dei conti: “Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e il Piano strutturale di bilancio di medio termine stanno guidando notevoli riforme strutturali e investimenti pubblici e delineando un percorso per il risanamento fiscale”. Tuttavia, l'organizzazione parigina avverte che la continuità è fondamentale:
“In prospettiva, l’Italia dovrà mantenere tale slancio riformatore per aumentare i tassi di crescita e, al contempo ridurre il debito pubblico”. Un passaggio cruciale riguarda il sistema previdenziale, i cui costi legati all'invecchiamento “sono tra i più elevati dei Paesi dell’Ocse e continueranno ad aumentare fino alla metà degli anni 2030”.
Per l'ente è dunque prioritario “mantenere le norme attuali che collegano l’età pensionabile e i tassi di accumulo all’evoluzione dell’aspettativa di vita ed evitare nuovi incentivi al pensionamento anticipato”, ipotizzando anche interventi sulle pensioni elevate che non riflettano i contributi versati.
Sul fronte fiscale, l'Ocse suggerisce un riequilibrio del sistema: “Lo spostamento dell’onere fiscale dalle imposte sul lavoro a quelle sulla proprietà e le imposte correlate, migliorando al contempo l’adempimento fiscale, contribuirebbe a riequilibrare il sistema tributario”. In particolare, il rapporto sollecita il completamento dell'aggiornamento del catasto per migliorare l'equità e segnala che “le imposte sulle successioni e sulle donazioni sono limitate da generose esenzioni e detrazioni”.
Per stimolare la crescita, conclude l'ente, occorre infine ampliare la base imponibile delle imposte sul capitale eliminando gradualmente i prelievi sulla produzione.
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