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I giudici di Milano dispongono nuovi accertamenti sulla capacità di intendere e di volere del 21enne condannato in primo grado a 27 anni per l'uccisione di Manuel Mastrapasqua, rapinato di un paio di cuffie da 14 euro.
I giudici di Milano dispongono nuovi accertamenti sulla capacità di intendere e di volere del 21enne condannato in primo grado a 27 anni per l'uccisione di Manuel Mastrapasqua, rapinato di un paio di cuffie da 14 euro.
Colpo di scena nel processo di secondo grado per il brutale omicidio di Manuel Mastrapasqua. La Corte d'Assise d'appello di Milano ha infatti ordinato la riapertura dell'istruttoria dibattimentale per sottoporre Daniele Rezza a una perizia psichiatrica.
L'obiettivo dei magistrati è fare piena luce sulle condizioni mentali del giovane al momento dell'aggressione avvenuta l'11 ottobre 2024 a Rozzano, quando il 31enne Mastrapasqua fu accoltellato mortalmente per il furto di un paio di cuffie wireless dal valore irrisorio.
La decisione dei giudici (Ivana Caputo e Franca Anelli) accoglie l'istanza presentata dalla difesa, secondo cui Rezza avrebbe agito sotto l'influsso di un "mancato controllo degli impulsi", sfociato in una reazione tragicamente sproporzionata.
Di parere opposto la Procura generale e i legali della famiglia della vittima, che si erano fermamente opposti all'accertamento. Tuttavia, l'ordinanza della Corte sottolinea la necessità di chiarire se un eventuale disturbo mentale possa aver effettivamente condizionato la condotta dell'imputato, già condannato in primo grado a 27 anni di reclusione.
L'appuntamento in aula è fissato per il prossimo 18 marzo, data in cui verrà formalmente nominato l'esperto incaricato e quesito peritale.
In quella sede, anche la parte civile e la difesa avranno la facoltà di indicare i propri consulenti di fiducia per seguire l'iter diagnostico che potrebbe rimettere in discussione l'entità della pena.
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