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- Torino - Mercoledì 29 Aprile 2026
Caso "guerrieri" No Vax a Torino, la difesa: "Illegittimo il sequestro dei dispositivi informatici"
Udienza preliminare per tre attivisti del gruppo "V-V". I legali contestano l'uso del materiale digitale e propongono il ricorso alla Corte di Giustizia Europea.
Si è aperta a Torino l’udienza preliminare per tre imputati appartenenti alla rete dei cosiddetti "guerrieri" antivaccino, accusati di aver imbrattato con scritte No Vax diverse zone della città e della provincia tra il 2021 e il 2024.
Al centro del dibattimento, la legittimità delle prove raccolte dagli inquirenti attraverso il sequestro di smartphone e computer.
Gli avvocati difensori, Federico Milano e Iacopo Fonte, hanno eccepito l’inutilizzabilità del materiale informatico, sostenendo che i dispositivi siano stati prelevati dalle forze dell'ordine senza rispettare le garanzie previste per il sequestro della corrispondenza.
I legali hanno inoltre sollecitato il gup affinché investa della questione la Corte di Giustizia Europea, ravvisando un potenziale conflitto tra la normativa interna italiana e il diritto dell'Unione Europea in materia di tutela dei dati e delle comunicazioni.
Tutti i coinvolti sono ritenuti membri della sezione piemontese del gruppo "V-V".
Mentre la Procura contesta il reato di associazione per delinquere, la linea della difesa mira a far cadere tale accusa, sostenendo che le azioni degli attivisti rientrassero in una semplice "propaganda di idee" e non in un disegno criminale organizzato.
Il procedimento torinese si divide su più fronti: oltre ai tre imputati odierni, altri cinque attivisti sono attualmente sotto processo con rito abbreviato.
L’udienza preliminare è stata aggiornata al mese di giugno per le fasi successive del giudizio.
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