
- Prima Notizia 24
- Padova - Giovedì 30 Luglio 2026
Padova: truffarono 1.200 anziane con la vendita 'porta a porta', chiesto il rinvio a giudizio per sei persone
I venditori applicavano ricarichi fino all'800% sui prodotti per la casa e minacciavano vie legali per costringere le vittime a stipulare nuovi finanziamenti.
Una vasta rete di truffe ed estorsioni ai danni di oltre 1.200 donne anziane in tutta Italia è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Padova, portando la Procura della Repubblica euganea a chiedere il rinvio a giudizio per sei persone.
L'operazione ha consentito di eseguire un sequestro preventivo di circa 2,5 milioni di euro tra orologi, gioielli, capi d'abbigliamento e accessori di marca, oltre a disponibilità finanziarie e beni mobili e immobili nella disponibilità degli indagati.
L'attività investigativa è scaturita dal monitoraggio condotto dalle Fiamme Gialle nei confronti di alcuni residenti padovani che, pur presentando dichiarazioni dei redditi irrisorie o incongruenti, frequentavano abitualmente locali esclusivi a bordo di vetture di lusso.
I successivi approfondimenti sulla società da loro amministrata hanno rivelato un'ulteriore anomalia: il portafoglio clienti risultava composto interamente da donne di età superiore ai sessant'anni.
Le testimonianze e le querele presentate dalle vittime hanno consentito di ricostruire la dinamica dei raggiri. Gli indagati, servendosi di elenchi di nominativi acquistati da altre aziende del settore, inviavano quotidianamente i propri agenti di vendita nelle abitazioni con la modalità "porta a porta". Facendo leva sulla persuasione e su presunti obblighi derivanti da precedenti contratti stipulati anni prima, i venditori inducevano le anziane ad acquistare articoli casalinghi di vario genere per importi compresi tra i 5.000 e i 7.000 euro.
In più occasioni i promotori — diversi dei quali già noti alle forze dell'ordine — tornavano a distanza di mesi presso i domicili delle persone più vulnerabili per costringerle a ordinare ulteriore merce, rimodulando i finanziamenti già in essere con un prolungamento della durata e un aumento delle rate. Di fronte alle resistenze o ai rifiuti delle vittime, gli agenti ricorrevano a minacce di azioni giudiziarie.
Le indagini hanno identificato oltre 1.200 vittime disseminate in decine di province tra Veneto, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Marche ed Umbria.
I guadagni accumulati dall'organizzazione, derivanti da ricarichi sui prodotti fino all'800% e dalle provvigioni erogate dalle società finanziarie per l'apertura delle pratiche, avevano garantito agli indagati il mantenimento di un elevato tenore di vita.
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