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  • Martedì 14 Aprile 2026

Papa Leone XIV in Algeria: "Dio non è con i prepotenti"

Nel secondo giorno del viaggio apostolico, il Pontefice omaggia Sant'Agostino e lancia duri moniti contro l'abuso di potere. Intanto da Washington JD Vance gela il Vaticano: “Si occupi di morale, non di politica USA”.

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Il secondo giorno del viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Algeria si trasforma in un potente manifesto politico e spirituale.

Ad Annaba, l'antica Ippona, il Pontefice ha reso omaggio al suo padre spirituale, Sant’Agostino, piantando un ulivo nel sito archeologico prima di visitare la Casa di accoglienza delle Piccole Sorelle dei Poveri.

Durante l'incontro con gli anziani, il Papa ha pronunciato parole che risuonano come una risposta indiretta alle tensioni internazionali: “Il cuore di Dio è straziato dalle guerre, dalle violenze, dalle ingiustizie e dalle menzogne”, aggiungendo con fermezza che il Signore “non è con i malvagi, con i prepotenti, con i superbi: il cuore di Dio è con i piccoli e gli umili”.

Parallelamente, un messaggio inviato alla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali ha delineato la visione del Papa sul governo globale, criticando la “concentrazione del potere tecnologico, economico e militare in poche mani” che minaccia la concordia tra i popoli.

Leone XIV ha ribadito che il potere deve essere un “mezzo ordinato verso il bene comune” e non un fine di “autoesaltazione eccessiva”, avvertendo che la democrazia, senza legge morale, “rischia di diventare o una tirannia maggioritaria o una maschera per il dominio delle élite”.

Queste riflessioni giungono mentre da Washington il vicepresidente USA JD Vance alza i toni dello scontro avviato da Donald Trump, dichiarando a Fox News che il Vaticano dovrebbe limitarsi alle “questioni morali”, lasciando la politica pubblica al Presidente.

In difesa del Papa è intervenuto il Cardinale maronita Bechara Rai, che ha condannato l'attacco di Trump definendolo un “inaccettabile eccesso di potere” contro chi è da sempre “messaggero d’amore e portatore di speranza”. Il Patriarcato ha espresso piena solidarietà al Pontefice, definendo le sue parole una “bussola morale” irrinunciabile per la comunità internazionale.

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