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  • Roma - Giovedì 20 Agosto 2026

Papa Leone XIV: “La guerra è un fallimento morale e spirituale, lascia ferite che vanno oltre il campo di battaglia”

Il messaggio del Pontefice per l'XI Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato: "I veri strumenti di pace non sono le armi, ma dialogo e giustizia".

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Un accorato richiamo contro la devastazione provocata dai conflitti armati e un appello alla conversione del cuore. Papa Leone XIV, nel suo messaggio per l'XI Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, denuncia l'impatto distruttivo della guerra sulla società e sull'ambiente.

“La guerra lascia ferite che si estendono ben oltre il campo di battaglia. Miete vite, dilania famiglie e costringe milioni di persone a fuggire dalle proprie case, acuendo così la paura, l’ingiustizia e la divisione”, osserva il Pontefice, sottolineando come i conflitti lascino “dietro di sé anche distruzioni sociali ed ecologiche che perdurano per generazioni“.

Il Santo Padre evidenzia poi la stretta connessione tra azioni belliche e ambiente: “L’interazione tra conflitti armati e degrado ambientale crea spesso un circolo vizioso che distrugge gli ecosistemi, contamina risorse essenziali come l’aria e l’acqua e compromette la sicurezza alimentare. Ciò alimenta la povertà, la disuguaglianza e nuove tensioni sociali che possono contribuire all’emergere di ulteriori conflitti”.

Nel suo testo, Leone XIV affronta le radici etiche e religiose del fenomeno: “La guerra crea ferite che danneggiano l’intero tessuto della vita, nuocendo non solo alle singole persone e alle comunità, ma anche alla loro più ampia rete di relazioni con l’intera famiglia umana e alla loro armonia con il creato. Rivela una più profonda incapacità di vivere a immagine e somiglianza di Dio, di rispettare la vita e di prendersi cura della terra che ci è stata affidata. Non si tratta solo di un fallimento politico, ma anche morale e spirituale. Radicata in desideri distorti e nell’abuso della libertà e del potere umano, la guerra si pone come una contro-testimonianza al Vangelo della pace”.

Di fronte alle emergenze contemporanee, il Papa invita a un mutamento interiore, ricordando che le crisi “richiedono non solo responsabilità, ma anche una conversione del cuore che porti frutto in una più profonda fedeltà a Dio, nell’amore reciproco e nel rispetto per il dono del creato” e ribadendo che “per costruire una società di pace, quindi, non dobbiamo solo riformare le strutture, ma anche rinnovare i nostri cuori”.

In conclusione, il Pontefice traccia la via per la ricomposizione dei conflitti: “I veri strumenti per costruire la pace non sono le armi di distruzione, bensì la verità, il dialogo, la pazienza, la bontà, la giustizia, la misericordia, la comprensione, la cura e l’amore. Questi valori scaturiscono da cuori plasmati dal Vangelo e sostenuti dalla grazia di Dio. Solo queste qualità possiedono il potere di trasformare gli individui, rinnovare le comunità e guarire le ferite del nostro mondo”.

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