Si è spaccata sul dossier Euro7 la maggioranza Ursula che appoggia la Commissione Europea e la Presidenza del Parlamento Europeo.
Proprio all'Eurocamera, infatti, è stato approvato con 329 sì, 230 no e 41 astenuti, il testo del dossier che, a differenza di quanto inizialmente proposto, prevede di rinviare l'entrata in vigore del nuovo regolamento al 2025 per le auto e al 2027 per i mezzi pesanti.
I parlamentari, dunque, hanno fatto propria la posizione del Consiglio Europeo e dell'Eurocamera, mentre la Commissione Europea preferiva che le regole diventassero vigenti a metà 2025 per le auto e a metà 2027 per i mezzi pesanti.
Il dossier approvato oggi prevede una limitazione alle emissioni degli inquinanti dallo scarico dei veicoli, come gli ossidi di azoto, con una tempistica di adeguamento più lunga per i produttori. I colloqui con il Consiglio sul testo avverranno quanto prima.
I voti favorevoli provengono dai gruppi Ecr, Ppe, e Renew, che hanno votato quasi compatti, e da gran parte del gruppo Id. Dall'altra parte, si registra una spaccatura tra i Socialisti: la maggioranza, incluso il Pd, si è espressa contro il testo, favorendo una proposta più ambiziosa.
"Oggi al Parlamento europeo un'altra vittoria di buonsenso del centrodestra unito, che ha votato compatto per respingere alcune eco-follie sugli Euro 7, battendo la sinistra. Un segnale importante in vista del voto dell'anno prossimo: una nuova maggioranza è possibile", ha scritto, in un post sui social, il Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini.
"Finalmente, con il via libera nella seduta plenaria del Parlamento Europeo sulla nuova versione del regolamento Euro 7, prevale la ragione sulla ideologia, un successo per l'Italia. Una svolta netta e significativa. La proposta sarà discussa ora in sede di trilogo". Così, in una nota, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
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