Pensioni, la scure della Ragioneria: verso i 69 anni nel 2050. CGIL: "Governo smentito dai fatti"

"Aumentare l'età pensionabile è solo una strategia cinica per far quadrare i conti dello Stato sulla pelle di chi ha già dato decenni di lavoro".

(Prima Notizia 24)
Venerdì 23 Gennaio 2026
Roma - 23 gen 2026 (Prima Notizia 24)

"Aumentare l'età pensionabile è solo una strategia cinica per far quadrare i conti dello Stato sulla pelle di chi ha già dato decenni di lavoro".

Il miraggio della pensione si sposta sempre più lontano. Nonostante le rassicurazioni della politica, il meccanismo di adeguamento automatico alla speranza di vita resta il "convitato di pietra" del sistema previdenziale italiano.

A lanciare l'allarme è la CGIL, che analizza con preoccupazione l'ultimo Rapporto della Ragioneria Generale dello Stato: le proiezioni indicano una crescita inarrestabile dei requisiti necessari per lasciare il lavoro.

La stangata della "speranza di vita" 

Secondo la segretaria confederale Lara Ghiglione, i dati certificano il fallimento delle promesse elettorali sul superamento della riforma Fornero. Se la Legge di Bilancio ha già ipotizzato un rincaro di tre mesi dal 2028, le nuove stime della Ragioneria sono ancora più pesanti:

Entro il 2029: l'asticella salirà di 6 mesi, portando la vecchiaia a 67 anni e mezzo e l'anticipata a oltre 43 anni di contributi. 

Orizzonte 2040: la soglia della vecchiaia toccherà i 68 anni e 2 mesi, mentre per l'anticipata serviranno 44 anni netti di versamenti.

Deriva 2050: lo scenario più estremo prevede l’uscita a 69 anni di età o con 44 anni e 10 mesi di anzianità contributiva.

"Si fa cassa sui lavoratori"

"L’esecutivo ha scelto consapevolmente di allontanare il traguardo", attacca Ghiglione, sottolineando come la cancellazione di misure di flessibilità come Opzione Donna e Quota 103 abbia lasciato i lavoratori senza alternative.

Il sindacato denuncia un paradosso: l'obiettivo di superare la Monti-Fornero è stato centrato, ma peggiorandone i parametri anziché ammorbidirli. 

La CGIL chiede a gran voce il blocco immediato per legge degli automatismi e la riapertura di un confronto ministeriale che manca dal 18 settembre 2023. "Aumentare l'età pensionabile è solo una strategia cinica per far quadrare i conti dello Stato sulla pelle di chi ha già dato decenni di lavoro", conclude la nota.


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