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Traffico intenso sulle direttrici per il mare e il Veneto. Nonostante le tensioni internazionali, gli aeroporti regionali reggono l'urto del ponte: attesi 725mila viaggiatori tra Linate e Malpensa e 330mila a Bergamo.
Traffico intenso sulle direttrici per il mare e il Veneto. Nonostante le tensioni internazionali, gli aeroporti regionali reggono l'urto del ponte: attesi 725mila viaggiatori tra Linate e Malpensa e 330mila a Bergamo.
Il ponte di Pasqua 2026 entra nel vivo con una Lombardia letteralmente in movimento. Le principali arterie autostradali della regione hanno registrato fin dalle prime ore della mattinata flussi di traffico estremamente intensi, segnando l'inizio ufficiale dell'esodo festivo.
Code e rallentamenti si sono verificati sull'Autostrada del Sole, con pesanti incolonnamenti in ingresso al casello di Melegnano, storico snodo alle porte di Milano. Situazione speculare sulla A4 in direzione Venezia e sulla A7, dove migliaia di automobilisti si sono messi in viaggio verso le località balneari della Liguria, approfittando del primo vero giorno di pausa pasquale.
Nonostante il complesso quadro di incertezza internazionale, il settore aereo conferma la sua centralità per i vacanzieri lombardi e stranieri. Nel periodo compreso tra il 2 e il 7 aprile, gli scali gestiti da Sea, Linate e Malpensa, prevedono un transito complessivo di 725mila passeggeri tra arrivi e partenze.
Il picco dei flussi è atteso proprio in queste ore, con una ripartizione che vede Malpensa fare la parte del leone con mezzo milione di presenze, mentre Linate ne accoglierà circa 225mila.
Sebbene i volumi risultino leggermente inferiori rispetto agli 850mila viaggiatori registrati nella scorsa Pasqua, i dati rimangono di assoluto rilievo per il comparto.
A completare il quadro della mobilità regionale interviene l'aeroporto di Bergamo Orio al Serio, che si conferma uno scalo fondamentale per il traffico low-cost e internazionale. Per l'intero periodo pasquale sono previsti circa 330mila passeggeri, con una media costante di 55mila transiti giornalieri.
Anche le stazioni ferroviarie milanesi segnalano un'affluenza massiccia, a testimonianza di una voglia di viaggiare che non sembra risentire dei venti di crisi, confermando la Lombardia come il principale motore del turismo in uscita e in entrata del Paese.
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