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  • Roma - Lunedì 25 Maggio 2026

Poste Italiane: dal 2018 ad oggi generati 104 miliardi di Pil

L'ultimo rendiconto finanziario del Gruppo guidato dall'Ad Matteo Del Fante evidenzia una ricaduta occupazionale pari a 182mila posti di lavoro nell'ultimo anno e un gettito fiscale per le casse pubbliche da 2,6 miliardi di euro. Attivato un effetto moltiplicatore sulla catena di fornitura.

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Il peso specifico delle grandi aziende a partecipazione pubblica si misura non soltanto attraverso i dividendi distribuiti agli azionisti o i margini di profitto industriale, ma soprattutto tramite la capacità di attivare flussi finanziari capaci di sostenere il tessuto produttivo della nazione.

L'ultimo resoconto patrimoniale diffuso da Poste Italiane fotografa l'entità di questo apporto, quantificando in poco più dello 0,5% del Prodotto Interno Lordo complessivo la ricchezza immessa annualmente nel circuito economico italiano dall'operatore logistico e finanziario. Una cifra che, per dimensioni e volume finanziario, equivale all'ossatura di una flessibile manovra di bilancio statale. Entrando nel dettaglio delle tabelle contabili della capogruppo guidata dall'amministratore delegato Matteo Del Fante, la sola operatività corrente dell'azienda ha iniettato circa 14 miliardi di euro di valore aggiunto nel sistema macroeconomico del Paese, agendo da ammortizzatore sociale e da volano per la spesa dei consumatori.

Le ricadute sui bilanci delle famiglie italiane si manifestano in modo evidente sul fronte delle retribuzioni e dei contratti attivati lungo tutta la penisola. I flussi finanziari originati dalle attività del Gruppo hanno permesso di erogare complessivamente oltre 7 miliardi di euro sotto forma di stipendi e compensi da lavoro, calcolando la sommatoria degli impatti diretti sui dipendenti, delle commesse girate ai subfornitori e dei consumi generati dall'indotto.

Sul versante dell'organico e della stabilità contrattuale, le stime relative al consuntivo del 2025 indicano che la galassia societaria ha garantito il mantenimento o la creazione di circa 182mila posizioni lavorative a tempo pieno, confermando la centralità dell'azienda nelle dinamiche occupazionali e nella tenuta dei tassi di impiego nazionali.

L'apporto dell'operatore si rivela altrettanto cruciale per gli equilibri della finanza pubblica e per le coperture del bilancio dello Stato. Nell'ultimo esercizio solare, la società ha versato nelle casse delle amministrazioni centrali e locali un gettito fiscale complessivo pari a 2,6 miliardi di euro tra tasse dirette, imposte indirette e ritenute. Questa forte redditività sociale deriva dall'architettura del modello industriale adottato, dove la spesa logistica dell'azienda innesca un meccanismo di amplificazione virtuoso lungo l'intera filiera dei partner commerciali: le analisi econometriche evidenziano infatti che per ogni singolo euro investito dall'operatore nell'acquisto di beni, tecnologie e servizi, il sistema economico generale ne genera fino a tre di indotto complessivo.

Allargando l'orizzonte temporale all'ultimo ciclo industriale iniziato nel 2018, la contabilità di lungo periodo descrive un impatto cumulato sulla ricchezza nazionale che sfiora i 104 miliardi di euro di Pil. All'interno di questo paniere pluriennale si contano circa 58 miliardi di euro trasferiti ai lavoratori sotto forma di salari e un contributo complessivo all'erario pubblico stimato in 18 miliardi di euro di gettito fiscale. I dati d'archivio consolidano così la percezione della società non come un semplice attore di mercato, ma come una vera e propria rete infrastrutturale di valenza strategica, deputata a supportare la modernizzazione, l'inclusione finanziaria e la coesione occupazionale dell'intero territorio nazionale.

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