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Il cyberspazio si dice spesso sia una "realtà virtuale". Quando lo definiamo spazio virtuale, cosa significa il termine "virtuale"? In senso generale la parola "virtuale", contiene i seguenti significati: uno si riferisce a una sorta di vuoto, o qualcosa che non esiste nella realtà; l'altro è rappresentare una possibilità potenziale. Ad esempio, un pezzo di legno contiene la possibilità di diventare un tavolo o un armadio, e una pietra contiene la possibilità di essere una statua di un condottiero o un leone di pietra. Queste possono essere tutte trasformate in una certa realtà facendo affidamento sulle attività pratiche umane intermediarie: il falegname, l'artista. "Virtuale", può anche essere inteso come un tipo di esistenza reale, ma questo tipo di esistenza non ha un ruolo pratico, però gioca un certo ruolo. La virtualità del cyberspazio, possiamo anche comprenderla e definirla da più angolazioni. Da un punto di vista tecnico il cyberspazio è una forma spaziale basata sulla tecnologia digitale e informatica, non è un mondo composto da atomi, ma un mondo virtuale composto da "bit" che simula cose reali. Dal punto di vista dell'identità, l'anonimato apparente (ossia l'illusione di essa che il provider offre all'utente) portato dalla virtualità decostruisce il ruolo professionale del soggetto, lo status sociale e persino il genere di uomini e donne, trasformando X in ciò che vorrebbe essere, ma non è.
Di conseguenza, le "persone reali" diventano fantasmi che vagano nel cyberspazio; l'interazione sociale di ieri tra le persone si trasforma in interazione tecnica e simbolica. Quando diversi computer sono collegati per formare un'enorme rete che unisce le persone attraverso diverse interfacce si svolgono pratiche di comunicazione in cui non v’è più bisogno del movimento, del viaggio, dell'incontrio. Ed è qui che si forma il mondo virtuale.
Certamente la "virtualità" del cyberspazio non punta al cosiddetto vuoto=esistenza reale, ma la sua essenza si presenta sotto forma di simulazione e digitalizzazione. Questa maniera virtualizzata di costruire il mondo non contiene solo il potenziale per lo sviluppo delle cose, ma possiede anche il percorso effettivo della trasformazione dalla possibilità alla realtà.
L'informatico statunitense Nicholas Negroponte ha sottolineato: «Se le parole che compongono "realtà virtuale" non sono viste come sostantivi e aggettivi, ma come "metà uguali", la logica di definire pleonasmo "realtà virtuale" è più appetibile». L'implicazione è che il virtuale può anche essere inteso come parte della realtà, le cose virtuali saranno reali come la realtà, e anche più reali della realtà. Perché, come forma di tecnologia, il "virtuale" non solo può dispiegarsi attorno a problemi reali, ma rivelare le parti reali delle cose e portare alle persone un'esperienza realistica, rendendo più facile il raggiungimento degli obiettivi attesi dalle persone.
In una parola, non possiamo considerare il cyberspazio come uno "spazio irrealistico" a causa della sua virtualità; ed il cyberspazio non è uno spazio astratto che dipende dall'immaginazione umana per percepire e afferrare. La sua forma spaziale è incarnata in ciò che non è affatto una fantasia. La "libertà” è il concetto di valore universale della moderna civiltà politica ed è il diritto umano fondamentale, inferiore solo a quello della vita. La formazione e lo sviluppo del cyberspazio hanno dato a questo diritto una nuova manifestazione: la libertà di Internet. Degli studiosi hanno specificamente strutturato la libertà di Internet in a) libertà di espressione su Internet, b) libertà di accesso a Internet e c) libertà di comunicazione su Internet.
"Libertà di espressione su Internet" significa che i netizen (cittadini della rete) possono utilizzare Internet per pubblicare e trasmettere i loro pensieri, opinioni, opinioni e persino sentimenti personali. Non sono ricevitori passivi di informazioni, ma editori e divulgatori attivi di tali informazioni.
"Libertà di accesso a Internet" si riferisce ai diritti dei netizen di ottenere e utilizzare l'infrastruttura di rete e di scegliere e ottenere informazioni di rete.
"Libertà di comunicazione di Internet" si riferisce alla libertà che gli utenti di Internet utilizzano attraverso mezzi di comunicazione.
In generale, possiamo comprendere e definire ulteriormente la libertà di rete dai seguenti aspetti. Il cyberspazio è una forma di diffusione del pensiero uguale e aperta. In base a condizioni di accesso e soglie tecniche di rilascio di informazioni base, tutti possono partecipare liberamente, avendo così l'opportunità di rilasciare, accedere, scegliere e consumare liberamente le informazioni online. Allo stesso tempo, il cyberspazio supera in una certa misura le carenze dell'asimmetria informativa dei media tradizionali e rompe le barriere naturali del tempo e dello spazio fisici.
I netizen possono condividere risorse informative online e sviluppare scambi e interazioni liberi. La natura virtuale del cyberspazio ha di fatto nascosto nelle relazioni sociali reali le diverse rappresentazioni dell'identità, dello stato, della ricchezza, dell'occupazione, ecc. Sulla base delle caratteristiche di base del cyberspazio, l'individualizzazione in esso è stata consolidata, generando una forza interiore dal basso verso l'alto. Con questo tipo di potere, i netizen generalmente hanno un'esperienza autonoma di libertà. Si può dire che per le persone reali, lo sviluppo della tecnologia e la formazione dello spazio di rete hanno un importante significato liberatorio anche da un punto di vista psichico.
Tim Berners-Lee, che ha inventato il WWW, ha scritto: «Il mio ideale per il World Wide Web è che tutto possa essere potenzialmente connesso. È questo ideale che ci fornisce nuova libertà e ci permette di svilupparci più velocemente rispetto e sotto il nostro proprio sistema di classificazione gerarchico». Oggi, di fronte al rapido sviluppo di Internet e ai profondi cambiamenti sociali che comporta, alcuni studiosi hanno sottolineato direttamente che il valore e il significato di Internet risiede nei suoi valori interni di civiltà; è lo spirito di Internet che sostiene la libertà, l'uguaglianza, l'apertura, l'innovazione e la condivisione. Tuttavia, la libertà di Internet non è assoluta. Per quanto riguarda lo stesso cyberspazio, esso ha non solo la funzione di potenziamento individuale, ma anche di "controllo", che si realizza principalmente attraverso la creazione di barriere tecniche. Questi tipi di operazioni possono impostare efficacemente l'autorità di pubblicare le informazioni e l'autorità di accesso dei netizen, e possono visualizzare o mascherare in modo selettivo le informazioni pertinenti e quindi guidare o persino controllare intenzionalmente l'andamento dell'opinione pubblica della rete - ossia dall'illusione di liberi ed indipendenti, a quella di controllati ed etero diretti.
Però tali tipo di operazioni possono anche essere utilizzate per scopi speciali e i vantaggi conseguiti da "terzi nascosti" realizzano un monitoraggio completo dei netizen e delle informazioni di rete.
Citando Michel Foucault, riferentesi a Jeremy Bentham, il cyberspazio può diventare una "prigione panottica ad anello", ossia "prigione super panoramica" da parte dell'osservatore. Milton Mueller ha dovuto dire: «Sebbene Internet abbia notevolmente ampliato la portata e dell'interazione tra il discorso pubblico e quello individuale, ha anche promosso lo sviluppo della tecnologia e dei mezzi organizzativi per monitorare e controllare il discorso online».
Nel processo di governance, al fine di regolare efficacemente l'uso approssimativo della "libertà" da parte dei netizen, e superare le tendenze errate di pensiero come la violenza e i rumor cibernetici, i crimini informatici, le fake news, l'anarchismo cibernetico, il liberalismo sfrenato e il nichilismo - gli Stati e i governi sono anche intervenuti attivamente, sforzandosi di basare il pensiero e le azioni dei netizen su regolamenti legali e vincoli morali. Solo in questo modo la libertà di Internet può incarnare veramente la coscienza del soggetto, il valore dei diritti e degli obblighi e lo spirito pubblico dei netizen.
Pertanto, non possiamo solo comprendere la rete dal punto di vista della libertà individuale, ma essa punta anche direttamente alla creazione e al mantenimento di un ordine pubblico olistico. In poche parole, il cyberspazio non è un sistema "spaziale" centrato sulla tecnologia senza proprietà, ma un sistema centrato sull'uomo con "unificazione di diritti e obblighi". La libertà di Internet non è libertà astratta, né libertà dell'individualismo, include la protezione dei diritti degli altri e la costruzione complessiva dell'ordine pubblico. Pertanto, la libertà di Internet è, in ultima analisi, una sorta di "libertà limitata" e la libertà di sfondare questo limite si trasformerà in una forza distruttiva e di conseguenza illegale. (2-Segue)
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