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  • Roma - Martedì 23 Giugno 2026

Rapporto Fapav/Ipsos: nel 2025 la pirateria audiovisiva ha creato danni per 2,3 miliardi di euro

Agli Stati generali contro l'illegalità digitale emergono dati in chiaroscuro: la fruizione illecita di pellicole, serie televisive e manifestazioni sportive in diretta si riduce di quattro punti percentuali e flette soprattutto tra gli adolescenti.

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I vertici delle associazioni di tutela e gli esperti di analisi demoscopica si sono riuniti nella Capitale per fare il punto sulla diffusione dei canali illeciti di trasmissione dei contenuti multimediali, delineando un quadro macroeconomico ancora fortemente penalizzante per le industrie creative e l'indotto dello spettacolo.

Nonostante una timida inversione di rotta sul piano dei comportamenti individuali, le stime presentate evidenziano la gravità di un fenomeno che sottrae risorse vitali all'erario e frena lo sviluppo occupazionale della penisola.

Nel 2025 il danno potenziale al Sistema Paese della pirateria - film, serie/fiction e sport live - è stimato in circa 2,3 miliardi di euro in termini di fatturato. La voragine economica aperta dalle trasmissioni non autorizzate si riflette in maniera diretta sui principali indicatori della ricchezza nazionale e sulla stabilità del mercato del lavoro.

Le proiezioni statistiche indicano che "l'impatto include una perdita di Pil di 902 milioni, mancate entrate fiscali per 408 milioni e circa 11.100 posti di lavoro persi o mancate opportunità occupazionali". Cifre che descrivono una criticità non solo commerciale, ma sociale, che colpisce l'intera filiera produttiva.

L'elemento di novità emerso dal monitoraggio risiede tuttavia nella progressiva contrazione della platea dei fruitori di piattaforme abusive, sintomo di una parziale presa di coscienza da parte degli utenti. "Sono i dati della ricerca Fapav/Ispos presentata agli Stati generali della lotta alla pirateria a Roma.

La pirateria di contenuti audiovisivi si attesta al 37% della popolazione italiana, -4% su anno, una tendenza alla diminuzione, particolarmente marcata tra i giovanissimi". Il decremento registrato nelle fasce anagrafiche più verdi fa sperare in un cambiamento culturale sul valore dei diritti d'autore nel lungo periodo.

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