Ultim’ora

Primo Piano

  • Prima Notizia 24
  • Martedì 21 Aprile 2026

Relazione Anac alla Camera, l'allarme di Busìa: "La corruzione oggi è più insidiosa e sfuggente"

Il presidente dell’Autorità Anticorruzione analizza le nuove forme di illecito e critica le recenti riforme normative. Focus su PNRR, abuso d'ufficio e la nuova direttiva UE.

Condividi questo articolo

Il presidente dell’Anac, Giuseppe Busìa, ha presentato alla Camera la relazione annuale dell’Autorità, dipingendo un quadro preoccupante dell’illegalità nella gestione pubblica.

Secondo l'analisi, “il fenomeno” della corruzione “si è fatto più insidioso e sfuggente, per insinuarsi in ogni interstizio della vita pubblica".

Non si tratta più solo di mazzette classiche, ma di una “costellazione di condotte subdole: dalle consulenze fittizie alle sponsorizzazioni opache, dai concorsi inquinati alla distrazione dei fondi dell’Unione”.

Busìa ha avvertito che il malaffare mira ormai a influenzare i processi decisionali per “privatizzando la sovranità”, citando anche un “preoccupante arretramento” dovuto ad alcune scelte internazionali, come la sospensione della legge statunitense sulle pratiche corruttive estere.

In questo scenario, il ruolo dell’Europa diventa centrale. Il presidente ha sottolineato che “l’Unione europea può e deve mantenere la direzione di marcia, dando prova di essere diventata adulta”, non limitandosi alla cooperazione economica ma tutelando i diritti.

In tal senso, “un passo decisivo in questa direzione è stato finalmente compiuto il 26 marzo 2026, con l’approvazione, da parte del Parlamento europeo, della nuova Direttiva anticorruzione”.

Sebbene il testo sia considerato “meno ambizioso di quello iniziale”, resta un “presidio sicuro contro le troppe tentazioni di involuzione da parte degli Stati membri” e un pilastro per la tenuta delle democrazie europee.

Busìa ha poi espresso forti critiche sulla politica interna, in particolare riguardo all’abrogazione del reato di abuso d’ufficio. L'Anac ha evidenziato i “vuoti di tutela” derivanti da questa scelta e dal ridimensionamento del traffico di influenze illecite.

Invece di rafforzare le garanzie amministrative, si sarebbe assistito a una deregolamentazione: “Una serie di modifiche puntuali hanno fatto venir meno i limiti al passaggio diretto dalle cariche politiche, verso quelle nelle società partecipate e i vertici dell’amministrazione”.

Tale indebolimento, secondo Busìa, mette in discussione la “separazione tra funzioni politiche e funzioni gestionali, tra chi controlla e chi è controllato”, auspicando che la nuova direttiva UE sia l'occasione per correggere queste rotte normative. Infine, la relazione si è soffermata sull'attuazione del PNRR. Nonostante l'impegno profuso, Busìa ha ammesso che “è stato fatto moltissimo, ma forse meno di quanto avremmo potuto ottenere”.

L'Autorità ha denunciato ritardi e criticità, tra cui “sospensioni illegittime, tempi disallineati, progettazioni carenti”, sottolineando il rischio che le norme emergenziali si trasformassero in “scorciatoie pericolose”.

Per il futuro, la sfida sarà trasformare questi progetti in “valore permanente per i cittadini”, superando le divisioni politiche e adottando una visione di lungo periodo capace di generare una reale capacità amministrativa.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti