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  • Roma - Giovedì 10 Settembre 2026

Riforma elettorale, stop del Senato al voto di preferenza: bocciata la proposta delle opposizioni

Respinta con 99 voti contrari la proposta Dem per abolire i capolista bloccati. Il centrodestra vota compatto, scatenando le proteste della minoranza in Aula.

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L'Aula del Senato ha respinto, con 68 voti favorevoli e 99 contrari, il sub-emendamento a prima firma del senatore del Partito Democratico Dario Parrini per eliminare i capolista bloccati e introdurre il voto di preferenza.

Sulla proposta di modifica all'emendamento di maggioranza alla legge elettorale, il governo, per voce della ministra per le Riforme Elisabetta Casellati, si era rimesso alla decisione dell'Assemblea.

L'esito della votazione ha scatenato le proteste dei banchi delle opposizioni, da cui si sono levati urli di contestazione.

Il centrodestra ha votato compattamente contro il testo a seguito della posizione contraria annunciata dal capogruppo di Fratelli d'Italia, Lucio Malan: "tra un emendamento strumentale sulle preferenze delle opposizioni e mantenere gli accordi di maggioranza noi non abbiamo dubbi: manteniamo la parola e votiamo contro questo emendamento".

Nel corso del suo intervento in Aula, Malan ha difeso la linea della coalizione richiamando i precedenti parlamentari: "Fratelli d'Italia ha sempre votato a favore delle preferenze. Il Pd ha votato per leggi che non comprendevano le preferenze tranne nel caso dell'Italicum, promosso dal governo Renzi, che comprendeva il capolista bloccato, pensa un po'. Però all'epoca andava bene, ora no, è una cosa inaccettabile. Dunque comprendiamo la strumentalità di questo emendamento, se aveste voluto approvare le preferenze ci sono state più occasioni alla Camera, in particolare quando furono battute di un solo voto e all'esito dei quel voto ricordiamo i festeggiamenti da parte dell'opposizione.

Non si può festeggiare il no all'introduzione delle preferenze e poi proporle. E' piuttosto chiaro che il tentativo è spaccare la maggioranza. Ma noi tra un emendamento strumentale e mantenere gli accordi di maggioranza, che permettono la reintroduzione dal '92 delle preferenze, non abbiamo dubbi: manteniamo la parola sulle preferenze e votiamo contro questo emendamento". 

L'esito del voto ha sollevato la reazione critica del vicepresidente di Italia Viva-Casa Riformista, Enrico Borghi: "Sull'emendamento dell'opposizione sulle preferenze assistiamo a una sceneggiatura degna di Renzo Arbore: la maggioranza fa 'Indietro tutta'. Dalla presidente del consiglio Meloni arriva una retromarcia, un dietrofront, un voltafaccia, per l'ennesima volta, per tenere insieme con la colla una maggioranza che non regge più".

Borghi ha poi aggiunto che "il testo viene ancora modificato: non solo tutto il lavoro della Commissione Affari costituzionali viene cestinato, ma addirittura questa mattina il capogruppo di Fratelli d'Italia Malan non sapeva cosa dire sul punto politico e cioè se il partito di Meloni vuole o no le preferenze, e ha dovuto chiedere a qualcuno o qualcuna cosa fare sull'emendamento. La destra è in stato confusionale".

Sulla questione era intervenuto sui social anche il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci, rivolgendo un appello prima dello scrutinio: "Oggi al Senato si vota sulle preferenze nella legge elettorale. C'è un emendamento che ripropone le preferenze pure, senza liste bloccate, analogo a quello che noi di Futuro Nazionale avevamo presentato alla Camera. FdI ad oggi ha introdotto delle preferenze meticce cioè con capilista bloccati che rappresentano una grossa presa in giro nei confronti del popolo italiano. Mi appello a tutta la destra e, soprattutto, a Fratelli d'Italia, che alla Camera aveva votato il nostro emendamento: votate anche questo. Ne va della coerenza di FdI".

I lavori dell'Assemblea, preceduti da una riunione di maggioranza tra tecnici, capigruppo, la ministra Casellati e il presidente della commissione Affari Costituzionali Andrea De Priamo, sono ripresi dopo l'esame dei pareri sugli emendamenti, con un centinaio di proposte dichiarate inammissibili. Tra le modifiche allo studio figura la revisione della norma sulla soglia per il computo dei voti utili al premio di maggioranza, accompagnata dall'aumento delle firme necessarie per la presentazione delle liste.

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