Doppio appuntamento con il teatro d'autore al Trastevere di Roma: dal 16 al 19 novembre, infatti, saranno in scena due spettacoli vincitori di premi.
Il primo, in scena il 16 e 17 novembre, è "I Perdenti di Acapulco - Uno spettacolo terribilmente complicato", di e con Lahire Tortora, vincitore del Premio per il Miglior Attore all'edizione 2019 del Roma Fringe Festival.
In una squallida saletta del bar dell’Acapulco Plaza Hotel, facciamo la conoscenza dell’interprete del presente monologo, e poi dei quattro attori piuttosto particolari a cui egli presterà corpo e voce. Sono i cosiddetti extras, comparse e interpreti di piccoli ruoli, impegnati nelle riprese di Rambo First Blood Part II, a noi universalmente noto come Rambo 2 – La vendetta: il tormentato e ombroso Steve, una sorta di coscienza critica del gruppo, che nel film interpreta il soldato americano traditore Lifer; il pignolo e vanitoso John e lo sboccato e autolesionista Will, prigionieri di guerra; e il titanico Voyo, che interpreta il ruolo del crudele sergente sovietico Yushin.
Figuranti senza fama, comparse da una posa. Ci si potrebbe illudere di trovare in loro quell’umiltà che tradizionalmente non viene associata ai divi... ma, tra considerazioni grottesche, ‘dietro le quinte’ assurdi e riflessioni tragicomiche, ci rendiamo ben presto conto che la spacconeria e il narcisismo non risparmiano nemmeno i meno appariscenti di quest’ambiente.
"Lo spettacolo - dice Lahire Tortora - è nato come studio su Acapulco di Steven Berkoff, ovvero la commedia che il grande drammaturgo e attore inglese scrisse nel 1985, prendendo spunto dal suo lavoro sul set cinematografico del sequel di Rambo, mescolando realtà e finzione.
Ne ho riscritto il testo in forma di monologo, aggiungendo ad esso un ulteriore livello con il suo stesso metodo: oltre ai quattro personaggi originari ispirati agli extras del sequel di Rambo (e che parlano immancabilmente di sé stessi e del loro lavoro all’interno del film), sul palco troverà spazio anche l’interprete dei quattro extras (in questo caso, il sottoscritto), che parla a sua volta di sé stesso e del suo lavoro all’interno dello spettacolo. Una sorta di Inception del teatro.
Da teatrante ancora relativamente giovane quale sono, mi incuriosisce sempre più il rapporto tra l’artificio teatrale e la vita reale. E’ possibile per noi fare un teatro aperto a tutti, senza rischiare di essere autoreferenziali? Possiamo sentirci artisti davvero liberi, e contemporaneamente lottare per arrivare alla fine del mese e pagare le bollette? L’artista è ancora un motore critico nella società, in un’epoca in cui il mondo intero sembra andare verso lo scatafascio? E soprattutto... è possibile scherzare sul narcisismo degli artisti, al punto da far interpretare tutti i personaggi della pièce in questione ad un unico attore?".
Il 18 e 19 novembre, invece, va in scena "Quando Arriva Briseide", spettacolo vincitore del concorso “PaT – Passi Teatrali” per la drammaturgia italiana contemporanea – II ed. 2023, finalista al premio InediTO - Colline di Torino e Menzione speciale al Premio Giuseppe Bepo Maffioli.
Lo spettacolo, scritto da Federico Malvaldi, è un testo inedito dalla scrittura fresca e vibrante che, attraverso l’incontro di persone, storie, cibi e vino, racconta la vita. Sul palco Edoardo Barbone, Nick Russo e Maria Giulia Zini diretti da Gledis Cinque, qui alla sua prima regia dopo anni di esperienza da attrice. Dopo il successo di Cafards e Petrolio – Una Storia a Colori, PaT – Passi Teatrali torna sulle scene romane con una nuova produzione, l’opera originale e inedita che ha vinto la II edizione del concorso “PaT - Passi Teatrali” per la drammaturgia italiana contemporanea, in collaborazione con altre realtà teatrali nazionali indipendenti: il Teatro fACTORy32 e lo spazio teatrale Quarta Parete di Milano, il Teatro a l’Avogaria di Venezia e il Teatro Trastevere di Roma.
Questa seconda edizione è stata organizzata anche grazie al patrocinio della Fondazione Cariplo. Il testo ha ricevuto anche una menzione speciale al premio Giuseppe Bepo Maffioli 2023 ed è stato finalista al Premio InediTO – Colline di Torino.
"Siamo in un ristorante in una piccola città universitaria con tre ragazzi immobilizzati nel loro presente: Gabriele gestisce l’ormai ex ristorante di famiglia. Andrea aspetta che Gabriele si accorga di lui. Giulia arriva, assunta dagli stessi ragazzi, a destabilizzare un equilibrio già molto precario. Le economie scarseggiano e la crisi sembra avere la meglio.
È attraverso il vano tentativo di salvare un ristorante in caduta libera che i tre ragazzi stringono nuove relazioni, fortemente compromesse da un luogo di lavoro che vive di coordinate tutte sue, in cui la vita - come dice lo stesso Gabriele - rischia di apparire atrofizzata e irreale.
Quando arriva Briseide racconta la storia di chi non ha capito nulla di questa vita, perché tutto sembra andare al contrario. E allora restiamo lì, immobilizzati in qualcosa che non ci appartiene ma che ci facciamo andare bene, cercando comunque di trovare un sorriso, almeno ogni tanto, in un modo o nell’altro", racconta Malvaldi.
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