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- Roma - Venerdì 18 Settembre 2026
Roma-Inter, Gasperini accende l’Olimpico: «Loro i più forti, noi vogliamo avvicinarci»
Il tecnico giallorosso alla vigilia del big match tra le due capoliste: «Soddisfatto di quello che stiamo facendo, vogliamo inserirci sempre più in alto». Tutti disponibili, compreso Pellegrini. Sull’arbitro Massa: «Domani sarà perfetto».
di Maurizio Pizzuto
Non pronuncia parole come scudetto, fuga o sfida decisiva. Gian Piero Gasperini preferisce tenere la Roma con i piedi per terra. Ma alla vigilia di Roma-Inter, con le due squadre a punteggio pieno dopo quattro giornate, è difficile considerare quella dell’Olimpico una partita come tutte le altre.
La Roma arriva al confronto con 12 punti, gli stessi dell’Inter, dopo il successo per 2-0 ottenuto a Torino. Un avvio perfetto che ha trasformato la partita contro i nerazzurri nel primo grande esame della stagione.
Gasperini, però, non cambia registro. Riconosce apertamente la forza dell'avversario e contemporaneamente rivendica il percorso compiuto dalla sua squadra.
«È una soddisfazione arrivare a un appuntamento in questa situazione di classifica», ha spiegato il tecnico. Stadio pieno, entusiasmo e due squadre partite fortissimo rappresentano, secondo Gasperini, soprattutto un'occasione da vivere: «Sono energie positive che vanno raccolte».
Il punto centrale della conferenza stampa è però il rapporto di forza con l'Inter. Gasperini non si nasconde e indica nei nerazzurri il riferimento del calcio italiano degli ultimi anni.
«L'Inter è la squadra di riferimento per il nostro campionato», ha sottolineato, ricordando i risultati ottenuti anche in Europa e le due finali continentali raggiunte negli ultimi anni. Il tecnico giallorosso riconosce quindi una distanza, ma la trasforma immediatamente nell'obiettivo della nuova Roma: avvicinarsi.
Ed è probabilmente qui che si trova il significato più interessante della vigilia.
La Roma non vuole proclamarsi alternativa all'Inter dopo appena quattro giornate. Vuole però capire quanto si sia già avvicinata a quella dimensione. Gasperini si dice «soddisfatto» del lavoro svolto e spiega che la squadra sta cercando di inserirsi «in una fascia sempre più alta del campionato».
Una crescita che passa inevitabilmente attraverso serate come quella dell'Olimpico.
Non serviranno motivazioni particolari. «Mentalmente sono partite che si preparano da sole», osserva Gasperini. Serviranno piuttosto lucidità, serenità e capacità di leggere i diversi momenti della gara. Il tecnico ricorda anche le difficoltà incontrate nelle ultime vittorie contro Atalanta e Torino: vincere soffrendo, per Gasperini, può rappresentare persino un merito maggiore rispetto ai successi più semplici.
C'è poi un dato che accompagna il tecnico: negli ultimi anni l'Inter è diventata una sorta di avversario proibito per le sue squadre. Gasperini ammette che in passato riusciva a ottenere risultati contro i nerazzurri, mentre successivamente sono arrivate diverse sconfitte. Potrebbe esserci anche una componente tattica, osserva, ma nel frattempo sulla panchina interista sono cambiati gli allenatori e la forza della squadra è rimasta.
Il messaggio, dunque, è chiaro: per battere l'Inter servirà una Roma capace di alzare ulteriormente il proprio livello.
Buone notizie arrivano dall'infermeria. Koné, Ndicka e Wesley sono disponibili e anche Lorenzo Pellegrini è ormai rientrato pienamente nel gruppo. «Ci siamo tutti per domani», ha confermato Gasperini. Pellegrini, in particolare, si allena regolarmente con la squadra ormai da due settimane ed è nuovamente a disposizione.
Tra i temi della conferenza anche il giovane Emanuele Lulli, una delle sorprese di questo avvio di stagione. Gasperini evita di caricarlo di aspettative: il ragazzo sta accelerando alcune tappe del proprio percorso, ma il tecnico preferisce guardare al presente e si dice molto soddisfatto di quanto sta facendo.
Interessante anche la riflessione sull'identità tattica della Roma. Gasperini non considera una sostituzione difensiva necessariamente un segnale di prudenza. Leggere la partita, intervenire dove la squadra è in difficoltà e cambiare anche i difensori può essere, al contrario, un modo per continuare a cercare il risultato. È una filosofia che racconta bene la sua Roma: aggressiva, ma non prigioniera di uno schema.
Poi la domanda sulla designazione arbitrale di Davide Massa e sulle discussioni che l'hanno accompagnata. Gasperini liquida la questione con poche parole: «Domani Massa sarà perfetto. Non ci saranno più polemiche».
Nessun alibi, dunque. E nessun tentativo di spostare l'attenzione fuori dal campo.
Roma-Inter sarà soprattutto un confronto tra due squadre che hanno cominciato il campionato senza lasciare punti per strada. Per i nerazzurri è la conferma di una dimensione costruita negli anni; per la Roma è la possibilità di misurare quanto sia diventato concreto il nuovo progetto.
Gasperini non vuole ancora parlare di traguardi. Ma una frase pronunciata a Trigoria fotografa meglio di altre il momento giallorosso: «Stiamo cercando di inserirci e continuare a stare in una posizione dove, rispetto all'anno scorso, siamo sicuramente cresciuti».
Domani l'Olimpico dirà qualcosa in più.
Non assegnerà uno scudetto e non emetterà sentenze dopo appena cinque giornate. Ma per questa Roma sarà il primo vero confronto diretto con quella che il suo allenatore considera ancora la squadra da raggiungere.
E forse è proprio questo il fascino della partita: l'Inter arriva a Roma da riferimento del campionato, la Roma vuole capire quanto sia ormai vicina.
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