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  • Roma - Venerdì 17 Luglio 2026

Salute, Gran Bretagna: stop agli energy drink per gli under 16, multe fino a 2.500 sterline

La misura del governo laburista scatterà ad aprile 2027. La ministra Hodgson: "Hanno impatto negativo su sonno, ansia e istruzione". Il consumo vola anche in Italia: oltre 75 milioni di litri.

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Il governo laburista britannico ha annunciato una stretta drastica contro il consumo di bevande energetiche tra i più giovani: a partire da aprile 2027, l'Inghilterra vieterà la vendita di energy drink ai minori di 16 anni.

Il provvedimento, che attende ora il via libera formale del Parlamento, colpirà in modo trasversale tutta la filiera commerciale, dai negozi ai ristoranti, passando per bar, distributori automatici e piattaforme di vendita online. Per gli esercenti che violeranno la norma sono previste sanzioni pecuniarie severe, con multe che potranno raggiungere le 2.500 sterline.

La decisione dell'esecutivo di Londra risponde a una forte preoccupazione per la salute pubblica, legata all'altissimo contenuto di caffeina presente in queste miscele, che in molti casi equivale a più di due tazzine di caffè espresso o a quattro lattine di cola. Secondo i dati diffusi da Downing Street, sono circa centomila i minorenni inglesi che assumono quotidianamente queste bevande, con un'incidenza particolarmente elevata tra le fasce di popolazione socio-economicamente più svantaggiate.

"Gli energy drink ad alto contenuto di caffeina non hanno alcun posto nelle mani dei bambini", ha dichiarato la ministra della Sanità pubblica, Sharon Hodgson. "Sappiamo che migliaia di ragazzi in Inghilterra li consumano ogni giorno, ma le prove sono chiare: possono causare ansia, incidere sul sonno e sulla concentrazione e avere un impatto negativo sulla loro istruzione".

Con questo intervento normativo — che fa seguito ad altre proposte analoghe sul controllo della vita digitale dei minori, come l'ipotesi di vietare i social sotto i 16 anni e l'introduzione di un coprifuoco sulle piattaforme tra i 16 e i 17 anni — il Regno Unito si allinea alle politiche già adottate da diversi Paesi membri dell'Unione Europea. Stati come Lituania, Lettonia, Polonia, Romania, Ungheria e Bulgaria hanno infatti già introdotto da tempo il divieto di vendita ai minori, sfruttando i margini di manovra concessi dalle direttive comunitarie in materia di sanità pubblica.

Il fenomeno dell'abuso di integratori liquidi stimolanti è ormai un tema d'attualità anche in Italia, dove cresce l'allarme tra gli esperti. Solo il mese scorso, in occasione delle prove dell'esame di Stato, la Coldiretti aveva rivolto un appello a oltre cinquemila maturandi invitandoli a non abusare di tali sostanze per sostenere i ritmi dello studio notturno o per contrastare le ondate di calore estive. I dati economici elaborati da Niq per "Il Sole 24Ore" confermano d'altronde le dimensioni del mercato italiano: dal maggio 2025 a oggi il consumo complessivo nel nostro Paese ha raggiunto la quota record di 75 milioni di litri, per un giro d'affari che sfiora i 254 milioni di euro, pur in assenza, per il momento, di casi limite speculari a quelli registrati oltremanica.

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