
- Prima Notizia 24
- Milano - Venerdì 7 Agosto 2026
Salvini visita Roggero in carcere: "Nessuna pressione sulla grazia, avanti sulla norma sui risarcimenti"
Il vicepremier fa visita al gioielliere di Grinzane Cavour detenuto a Bollate, promette un aiuto per le spese legali e rilancia la proposta di legge per impedire indennizzi ai familiari dei rapinatori.
Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, si è recato presso la struttura penitenziaria di Bollate per far visita a Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour da tre settimane in carcere.
A margine dell'incontro, il segretario della Lega ha voluto testimoniare la propria vicinanza al commerciante e alla sua famiglia: "Lavora tutto il giorno e abbiamo tutta la determinazione per essere vicino a lui e alla famiglia, anche quando magari i riflettori si spengono, anche quando la gente va in vacanza. Sta affrontando decine di migliaia di euro di spese legali, quindi cercheremo anche nel concreto di essergli vicino e di chiedere agli italiani di dare una mano".
Nel corso del colloquio, Roggero ha sollecitato interventi sul piano normativo, spingendo Salvini a riaffermare l'impegno dell'esecutivo su un preciso intervento legislativo: "Poi ci ha chiesto di andare avanti sulla norma che eviterà in futuro risarcimenti danni ai parenti dei rapinatori e dei ladri, perché risarcire le famiglie di qualcuno che va a rapinare un onesto lavoratore è qualcosa di impensabile".
Il ministro ha poi rivolto un appello alle forze politiche in vista dei prossimi lavori parlamentari: "Quindi mi auguro che il Parlamento alla ripresa si unisca tutto, maggioranze e opposizioni, in una norma di civiltà, risarcire i danni di rapinatori a mano armata non è non è morale non è giusto".
In merito a eventuali istanze di clemenza istituzionale, il leader leghista ha tenuto a precisare il clima dell'incontro e l'assenza di forzature: "Con la moglie ci scambiamo reciproche riflessioni, cerco di esserci. Sulla grazia non ho detto nulla né io né lui, profilo assolutamente basso, riconoscimento della condanna che c'è, poi chiunque farà le sue valutazioni nei modi e nei tempi che riterrà, non c'è nessuna pressione".
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