Ultim’ora

Primo Piano

  • Prima Notizia 24
  • Roma - Venerdì 5 Giugno 2026

Shock in Francia per la morte di Lyhanna, uccisa da un pedofilo recidivo. Macron: "Disfunzioni investigative, è inaccettabile"

L'indiziato principale, con precedenti per reati su minori, ha suscitato indignazione pubblica, richiamando alla memoria tragedie passate. Il primo ministro Lecornu ha convocato un tavolo di crisi per esaminare le procedure di controllo penale.

Condividi questo articolo

La Francia piomba in un profondo stato di angoscia e indignazione a seguito dei drammatici sviluppi legati alle ricerche di una minore scomparsa, una vicenda che ha riacceso con forza il dibattito pubblico sui fallimenti del sistema di vigilanza nei confronti dei criminali sessuali seriali.

Le speranze di ritrovare in vita Lyhanna, una bambina di appena undici anni di cui si erano perse le tracce da venerdì scorso nelle regioni meridionali del Paese, si sono spezzate ieri sera con la scoperta del suo cadavere.

Il principale indiziato per l'omicidio e il sequestro della piccola è un uomo noto alle forze dell'ordine, sul cui conto gravano diversi precedenti giudiziari specifici per reati di stupro e violenze commesse in danno di vittime in età pediatrica.

L'opinione pubblica transalpina ha reagito con sgomento all'accaduto, un dramma che evoca immediatamente i fantasmi e i traumi mai superati di altre tristemente celebri tragedie del passato, prima fra tutte la drammatica fine della piccola Estelle, rimasta vittima della furia criminale del serial killer e pedofilo Michel Fourniret.

L'ondata di sdegno ha travolto i vertici delle istituzioni parigine, spingendo il capo dello Stato a intervenire con parole durissime sulla gestione dei soggetti ritenuti socialmente pericolosi. Dal Montenegro, dove si trovava per impegni diplomatici, il presidente Emmanuel Macron ha espresso la propria ferma condanna per i cortocircuiti investigativi e burocratici che hanno preceduto il delitto: “E' chiaro che ci sono disfunzioni ed è inaccettabile”, ponendo poi un veto categorico sulle giustificazioni che gli apparati ministeriali potrebbero addurre in merito alle risorse finanziarie disponibili: l'inquilino dell'Eliseo ha infatti rimarcato di non voler “sentire nessuna scusa sulla mancanza di mezzi”.

La gravità della situazione e la pressione mediatica hanno spinto il capo del governo a disporre una verifica immediata delle procedure di controllo penale sul territorio nazionale. Il primo ministro, Sébastien Lecornu, si è dichiarato profondamente “scioccato” dall'omicidio della ragazzina e ha voluto convocare d'urgenza, nella mattinata di oggi, un tavolo di crisi interministeriale durato oltre due ore. Al vertice governativo hanno preso parte il titolare dell'Interno, Laurent Nunez, e il responsabile della Giustizia, Gérald Darmanin, con l'obiettivo di analizzare la catena degli eventi e individuare le falle normative che hanno permesso a un predatore recidivo di tornare a colpire.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti