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- Palermo - Giovedì 27 Agosto 2026
Siccità, l'Osservatorio AdbPo: "Le ultime piogge non bastano, resta l'emergenza nel distretto del Po"
Migliora la disponibilità d'acqua nel fiume e nei grandi laghi, ma il territorio continua a fare i conti con un livello di criticità elevato. Rientrano in parte i disagi idropotabili, diminuiti i Comuni serviti da autobotti.
Le recenti precipitazioni hanno migliorato sensibilmente la disponibilità d'acqua nel distretto del fiume Po, ma il quadro generale resta segnato da una perdurante emergenza siccitosa. È quanto emerge dal report aggiornato dell'Osservatorio dell'Autorità di bacino distrettuale del fiume Po (AdbPo).
Sebbene si registri un incremento dei volumi nell'asta principale, negli affluenti e nei grandi laghi regolati, i tecnici sottolineano come non si possa ancora parlare di un'inversione di tendenza strutturale, complice l'avvio a conclusione della stagione irrigua. Risultano tuttavia "contenute" le criticità legate all'uso idropotabile: il numero dei Comuni riforniti tramite autobotti è in calo, con gli interventi rimasti concentrati principalmente tra Piemonte e Lombardia (nelle province di Cuneo, Novara, Vercelli, Brescia, Pavia, Bergamo e Como).
L'Osservatorio evidenzia inoltre la scarsa efficacia dei rovesci estivi di tipo convettivo. Le precipitazioni brevi e intense generate dalle alte temperature portano infatti una "pioggia utile" marginale: i terreni aridi non riescono ad assorbire l'acqua in modo graduale, favorendo un rapido scorrimento superficiale che genera piene improvvise e criticità locali senza ricaricare le falde. Nonostante il lieve recupero, le portate del fiume si mantengono sotto le medie stagionali.
I rilevamenti effettuati nelle diverse sezioni indicano valori pari a 338 metri cubi al secondo a Piacenza, 483 m³/s a Cremona, 635 m³/s a Boretto e 723 m³/s a Borgoforte. Segnali positivi arrivano invece dalla sezione di Pontelagoscuro (Ferrara), nel tratto terminale del fiume, dove la portata ha raggiunto i 787 metri cubi al secondo.
Si tratta di un valore ampiamente superiore alla soglia critica di 450 m³/s, quota sotto la quale si innesca il risalire del cuneo salino dal Delta, fenomeno che risulta al momento in progressiva attenuazione.
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