
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 28 Agosto 2026
West Nile: D'Anna, occorre il biologo di comunità
Per fronteggiare l'emergenza epidemiologica causata dalla zanzara comune, il presidente della FNOB propone di attuare misure di prevenzione. A tal proposito è stata firmata un’intesa con l'ANCI presieduta dal Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi
Di fronte all’emergenza West Nile, che dall’inizio dell’anno ha già causato 15 decessi, il Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi, Vincenzo D’Anna, lancia un appello per un cambio radicale di strategia: istituire la figura del biologo di comunità in ogni Comune.
“Il problema non è la mancanza di conoscenza, ma di esecuzione a livello locale” - spiega D’Anna.
La trasmissione del virus del Nilo è veicolata dalla zanzara comune, la Culex pipiens, non dalla zanzara tigre, e la sua proliferazione è legata a ristagni d’acqua, sottovasi, giardini non curati e pantani non bonificati.
La soluzione, sottolinea D'Anna esiste ed è nota: l’uso mirato di ipoclorito di sodio, il comune cloro, unico agente in grado di distruggere sia le zanzare adulte che le loro uova, interrompendone definitivamente il ciclo vitale.
Per questo la proposta è superare la logica emergenziale e passare a una prevenzione scientifica, capillare e permanente.
Il cuore della proposta è l’inserimento del biologo ambientale nell’organico dei Comuni, con il compito di: Localizzare e mappare scientificamente i focolai di sviluppo larvale; Pianificare disinfestazioni continue e mirate, superando gli interventi-tampone effettuati solo quando l’emergenza è già esplosa.
”Serve una rete di prevenzione che possa intervenire prima che debba intervenire la Protezione Civile” - afferma D’Anna.
Una visione già sostenuta da un’intesa firmata tra FNOB e ANCI, l’Associazione dei Comuni Italiani presieduta dal Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.
Il Presidente della FNOB annuncia la volontà di ridiscutere il protocollo in autunno con Manfredi per renderlo finalmente operativo.
”L’idea – conclude D’Anna – è di impiegare una o due persone al massimo per Comune. Un investimento minimo per garantire un presidio scientifico costante sul territorio e tutelare davvero la salute dei cittadini”.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24















