Siracusa, eredità da due milioni ai vicini: la Procura cita a giudizio i "beneficiari"

Testamento falso e sostituzione di persona: accuse pesanti per due residenti di Lido di Noto. Gli eredi friulani dell'anziano possidente danno il via all'inchiesta.

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Sabato 14 Marzo 2026
Siracusa - 14 mar 2026 (Prima Notizia 24)

Testamento falso e sostituzione di persona: accuse pesanti per due residenti di Lido di Noto. Gli eredi friulani dell'anziano possidente danno il via all'inchiesta.

Quella che sembrava una storia di gratitudine filiale verso i vicini di casa si è trasformata in un intricato caso giudiziario. La Procura di Siracusa ha emesso un decreto di citazione a giudizio per due persone, di 58 e 63 anni, accusate di aver orchestrato un piano per accaparrarsi l'ingente patrimonio di un anziano possidente friulano, da tempo trasferitosi a Lido di Noto e deceduto di recente.

L'asse ereditario in questione è stimato in circa due milioni di euro, tra immobili di pregio, denaro contante, conti correnti e titoli assicurativi. Un tesoro che l'uomo, rimasto solo dopo la morte della compagna e senza figli, avrebbe lasciato quasi interamente ai due vicini che lo accudivano. Una versione, questa, che non ha mai convinto i parenti d'origine dell'anziano, i quali hanno sporto denuncia facendo scattare le indagini.

Secondo la ricostruzione dei magistrati, riportata dal quotidiano La Sicilia, i due imputati devono rispondere di falsità materiale, sostituzione di persona e falsità in testamento olografo. L'accusa sostiene che il 28 maggio 2023 i due avrebbero redatto un falso testamento, imitandone la firma, per risultare i principali eredi. Non solo: avrebbero persino convinto una terza persona a spacciarsi per il defunto per sottoscrivere un contratto di assicurazione sulla vita a favore di uno dei due.

Se la posizione di questo terzo soggetto è stata archiviata, per i due vicini il processo inizierà il 23 giugno davanti al giudice monocratico del tribunale di Siracusa.

Di parere opposto i legali degli imputati, gli avvocati Antonino Campisi, Salvatrice Sarcià e Giuseppe Cultrera, che respingono ogni addebito. La difesa sostiene con forza la veridicità della firma e delle volontà dell'anziano, preannunciando una battaglia legale basata su prove tangibili: "Produrremo documenti e filmati che attesteranno la costante vicinanza dei nostri assistiti all'anziano", hanno dichiarato i legali, convinti che il lascito sia stato un libero atto di riconoscenza per l'assistenza ricevuta negli ultimi anni di vita.


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