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  • Roma - Venerdì 11 Settembre 2026

Spagna, ragazza trans sepolta col nome maschile: indagati i genitori per reato d'odio post mortem

Il tribunale di Alicante apre un'inchiesta sulla tomba di Daniela M.S., morta suicida a 21 anni. È il primo caso giudiziario a tutela della memoria delle persone transgender.

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Un tribunale spagnolo ha aperto un'indagine a carico dei genitori adottivi di Daniela M.S., una ragazza transgender di 21 anni morta suicida nel 2022, con l'ipotesi di reato d'odio post mortem.

La giovane, nata in Cile e residente nella provincia di Alicante, aveva completato il cambio legale d'identità nel 2021; ciononostante, alla sua scomparsa, la famiglia l'ha sepolta nel pantheon di Aspe apponendo sulla lapide la fotografia e il nome al maschile precedenti alla transizione.

L'attività istruttoria è scaturita da un esposto presentato dalla Procura su segnalazione dell'associazione Euforia Familias Trans Aliadas. Secondo gli inquirenti, la coppia avrebbe agito "in modo consapevole, premeditato e deliberato", continuando a fare uso del necronimo e a rivolgersi alla figlia al maschile anche in pubblico.

Per i magistrati si ravviserebbero estremi di una "volontà innegabile di umiliazione", motivo per cui i coniugi sono stati convocati in veste di indagati per acquisire la documentazione anagrafica e le autorizzazioni cimiteriali.

A ricostruire il profilo della vicenda è stato anche il legale dell'associazione, Saúl Castro, che ha sottolineato la rilevanza giuridica dell'inchiesta: "È stata sepolta con un nome e un'immagine che non le appartenevano più, con l'intento di cancellarne l'identità. La dignità persiste dopo la morte. Si tratta di una violazione della memoria di Daniela attraverso atti umilianti di disprezzo e discredito, ed è la prima volta che si indaga un danno post mortem alla dignità di una persona trans".

Stando alle testimonianze raccolte tra gli amici della vittima da El Pais, la ventunenne soffriva da tempo le tensioni famigliari legate alla propria identità di genere, sfociate in precedenti episodi di crisi e tentati gesti estremi. Nel mese di aprile del 2022, a seguito dell'ennesimo mancato incontro con i genitori a Santander, la ragazza si è tolta la vita. Spetterà ora ai giudici stabilire se le decisioni relative al loculo e alle epigrafi costituiscano una violazione penale della dignità personale.

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