Per la prima volta a Sanremo, ricopre il ruolo di co-conduttrice Drusilla Foer, alterego di Gianluca Gori. Definirla un semplice personaggio creato dalla mente brillante di Gianluca Gori è riduttivo.
La Foer è innanzitutto una nobildonna dal carattere ribelle e anticonformista. Sebbene sia stata creata dal nulla, o meglio dal percorso di identità e autodeterminazione intrapreso e voluto dal suo autore, ha ottenuto un'enorme popolarità.
Drusilla Foer all’Ariston spiazza subito. Ma lo aveva promesso.
"Cosa dovrei fare, stare qui tutta la sera? Fare la valletta? Se lo sapevo mi mettevo più scosciata e con un koala tatuato qua…", dice indicando l’inguine. E rimandando, a una celebre farfallina sanremese di qualche anno fa. Elegante, ironica, intelligente.
"Tutti avevano paura di un uomo en travesti e così mi sono travestita", spiega entrando in scena come Zorro. Arriva, a metà serata, il momento consacrale per Cesare Cremonini: la sua prima volta sul palco dell’Ariston.
"Il viaggio di Cesare Cremonini, iniziato 20 anni fa, lo ha portato a Sanremo", introduce Amadeus.
Una storia poetica è il titolo del medley che il cantautore bolognese porta all’Ariston. E se questa doveva essere una prova di maturità, Cremonini la supera a pieni voti. Nessuno vuole essere Robin, Marmellata #25, Logico, La nuova stella di Broadway e Poetica: sono canzoni superlative. E se anche alla fine delle sue esibizioni ritorna a 50 special, quello che abbiamo ascoltato stasera è un signor cantautore. La standing ovation è più che meritata.
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