Tim, Labriola: "Non si prevedono problemi per realizzare la rete"
"Non sono previsti scostamenti rispetto al calendario indicato. Ci sono solo due condizioni sospensive: l’Antitrust e il Golden power, in base alle quali riteniamo che il rischio di esecuzione sia gestibile".
(Prima Notizia 24)
Giovedì 09 Novembre 2023
Roma - 09 nov 2023 (Prima Notizia 24)
"Non sono previsti scostamenti rispetto al calendario indicato. Ci sono solo due condizioni sospensive: l’Antitrust e il Golden power, in base alle quali riteniamo che il rischio di esecuzione sia gestibile".
Non sono previsti ritardi o problemi per realizzare la rete di Tim. A garantirlo è l'Ad, Pietro Labriola, nel corso della conference call in cui sono stati presentati i risultati finanziari dell'azienda al 30 settembre 2023.

“Lo scorso fine settimana il Consiglio di amministrazione di Tim ha preso una decisione fondamentale che non solo risolverà il problema della leva finanziaria ma ci consentirà anche di trasformarci in un gruppo più sostenibile”, dice Labriola, aprendo la conference call.

“La decisione assunta dal Consiglio di amministrazione sulla rete di Tim si è basata su diversi pareri legali indipendenti che indicano che la materia rientra nella competenza esclusiva del Cda. Non è possibile ai sensi della legge italiana trasferire tale competenza agli azionisti”, precisa, per poi annunciare che la chiusura dell'operazione sulla rete è in programma tra maggio e luglio: “Non sono previsti scostamenti rispetto al calendario indicato poiché non prevediamo alcun ostacolo alle approvazioni. Ci sono solo due condizioni sospensive: l’Antitrust e il Golden power, in base alle quali riteniamo che il rischio di esecuzione sia gestibile”.

“Spiegheremo agli azionisti, secondo cui il Consiglio di amministrazione non aveva la competenza decisionale su Netco, perché si sbagliano e siamo pronti a farlo in tribunale, dove siamo certi che le conclusioni del nostro cda saranno confermate. Per questo non prevediamo il rischio che la transazione venga ritardata o bloccata”, avvisa poi Labriola.

“In termini di realizzazione dell’operazione, non prevediamo ritardi o problemi, a meno che non riceviamo un’ingiunzione dal tribunale di Milano che dica, a livello cautelare, e quindi non come decisione sul merito, che dobbiamo fermarci perché c’è stato un processo autorizzativo incorretto”, dice sul tema il General Counselor di Tim, Agostino Nuzzolo.

“Al momento, non abbiamo ricevuto nessuna notifica: sono passati quattro giorni dall’operazione e tre dal signing e non abbiamo ricevuto nessuna notifica su questo tipo di misura provvisoria. Francamente, siamo fiduciosi che la nostra visione sull’operazione sarà confermata anche in Tribunale. Anche se il Cda dovesse essere revocato, questo non avrà alcun impatto sull’esecuzione dell’operazione, che è stata firmata ed è vincolante.

La sola situazione in cui possiamo immaginare un impatto è il caso in cui il Tribunale decidesse che il processo autorizzativo non è stato corretto e per farlo deve emettere un’ingiunzione nei nostri confronti. È l’unica situazione in cui l’operazione potrebbe essere bloccata”, continua, per poi dirsi fiducioso in merito alla trattativa su Sparkle.

Per quel che riguarda i risultati finanziari, Labriola evidenzia che nel terzo trimestre si “conferma appieno i trend positivi del primo semestre”. “Le stime per l’intero 2023 sono confermate. È il secondo anno consecutivo che manteniamo le promesse fatte, non succedeva da anni”, continua.

Per quanto riguarda il Pnrr, conclude Labriola, “abbiamo una grande notizia: Infratel anticiperà nel 2023 il 30% del totale dei fondi che ci spettano nei prossimi anni. Questo corrisponde a circa 700 milioni invece dei 500 milioni inizialmente indicati, e verrà incassato entro fine anno”.

Nel terzo trimestre di quest'anno, Tim ha registrato ricavi per un ammontare pari a 4,1 miliardi di euro, il 3,7% in più su base annua, mentre il margine operativo lordo (Ebitda) è a 1,7 miliardi di euro (+6,5% su base annua). Al 30 settembre, Tim registra un indebitamento finanziario netto di 26,3 miliardi di euro, 0,2 miliardi in più rispetto a quanto registrato il 30 giugno, mentre l'indebitamento finanziario netto "after lease" è pari a 21,2 miliardi di euro, 0,4 miliardi in più rispetto al 30 giugno.

Per il secondo trimestre di seguito, Tim registra un aumento dei ricavi totali e dell'Ebitda domestici, che ammontano, rispettivamente, a 3 miliardi di euro (+2,2% su base annua) e a 1,1 miliardi (+3,6% su base annua). Inoltre, il gruppo registra il raggiungimento del 77% del target di contenimento dei costi domestici per quest'anno, e i risultati di gruppo e domestici sono allineati ai target 2023.

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