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  • Trento - Venerdì 10 Luglio 2026

Trento: cinghiali, ok all'abbattimento con arco e frecce. Leal annuncia ricorso: "Pericolosa deriva"

La Giunta provinciale approva la caccia silenziosa con il sì di Ispra. L'associazione animalista: "Scelta politica estrema che aggrava il problema, rischi per escursionisti e Psa".

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Scontro frontale a Trento sulle modalità di contenimento della fauna selvatica. La Giunta provinciale ha approvato un provvedimento che introduce l'uso di arco e frecce per il "controllo" dei cinghiali, incassando il parere favorevole dell'Ispra.

Il progetto, promosso dall'assessore alle Foreste, Caccia e Pesca Roberto Failoni, amplia gli orari di prelievo e autorizza il "controllo mirato" anche in aree a densità zero e in deroga ai normali periodi venatori, giustificando l'impiego dell'arco come un'alternativa silenziosa alle armi da fuoco per non disturbare la fauna in stagione riproduttiva.

Il provvedimento ha scatenato l'immediata reazione della Leal (Lega Antivivisezionista), che ha annunciato il ricorso per vie legali contro una scelta definita priva di basi scientifiche e pericolosa per cittadini ed ecosistema.

 "Un animale colpito può fuggire per chilometri, si nasconde, anche in luoghi impervi dove sarebbe impossibile recuperarlo, soffre, e può diventare imprevedibile e aggressivo, aumentando il rischio per escursionisti e residenti. A ciò si aggiunge un paradosso sanitario: animali feriti e vaganti possono favorire la diffusione della peste suina africana, proprio la malattia che il provvedimento sostiene di voler contenere", ha denunciato in una nota il presidente di Leal, Gian Marco Prampolini.

Secondo l'associazione ambientalista, la sperimentazione ignora i danni ecologici derivanti dalle carcasse abbandonate nei boschi, che rischiano di attirare predatori e generare focolai patogeni, oltre a facilitare il bracconaggio grazie all'assenza di rumore. "È una scelta politica, non tecnica. Si introduce un metodo che aggrava il problema che si vorrebbe risolvere", ha incalzato Prampolini, parlando di un precedente gravissimo che si inserisce nella cornice del disegno di legge sulla caccia.

"Questo provvedimento si configura come un'ulteriore erosione delle tutele faunistiche, normalizzando metodi sempre più estremi e una visione della fauna come bersaglio da eliminare", conclude la presidenza Leal, chiedendo alla Provincia l'immediato stop ai test e l'adozione esclusiva di metodi di contenimento incruenti.

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