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  • Martedì 28 Aprile 2026

Trump: "L'Iran è al collasso". Gli Emirati lasciano l'Opec, lo Stretto di Hormuz resta una polveriera

Scambio di proposte tra Teheran e Washington: l'Iran chiede la fine del blocco navale, ma il tycoon non cede sull'uranio.

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La tensione tra Washington e Teheran raggiunge nuovi vertici di intensità. In un post pubblicato su Truth, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha descritto una Repubblica Islamica allo stremo: "L'Iran ci ha appena comunicato di trovarsi in uno 'stato di collasso'. Ci chiedono di 'aprire lo Stretto di Hormuz' il prima possibile". Secondo il tycoon, Teheran starebbe cercando di gestire una complicata transizione di leadership interna mentre affronta le conseguenze devastanti del blocco navale americano.

Nonostante un'intensa attività diplomatica dietro le quinte riferita da fonti della CNN, i negoziati restano in una fase di stallo. Teheran ha presentato una proposta che prevede la riapertura dello stretto e la fine del blocco navale USA, rinviando la discussione sull'arricchimento dell'uranio.

Tuttavia, l'amministrazione Trump appare poco incline a concessioni: il Segretario di Stato Marco Rubio ha definito "inconcepibile" la richiesta iraniana di imporre pedaggi o permessi per il transito in acque internazionali.

La linea rossa di Washington resta lo smantellamento del programma nucleare: l'Iran dispone attualmente di 440 chili di uranio arricchito al 60%, un livello pericolosamente vicino alla soglia militare.

In questo scenario di instabilità, arriva la mossa a sorpresa degli Emirati Arabi Uniti, che hanno annunciato l'intenzione di uscire dall'OPEC e dall'alleanza OPEC+ a partire dal 1° maggio 2026. La decisione riflette la volontà di Abu Dhabi di massimizzare la produzione nazionale per soddisfare la domanda globale, svincolandosi dai tagli concordati dal cartello. Le autorità emiratine hanno spiegato che la scelta è giunta dopo una revisione delle politiche produttive in considerazione delle "turbolenze nel Golfo Arabico e nello Stretto di Hormuz, che influenzano le dinamiche dell'approvvigionamento".

L'Iran si trova letteralmente sommerso da petrolio invenduto che non può esportare a causa del blocco. Secondo il Wall Street Journal, Teheran sta cercando affannosamente nuovi modi per stoccare il greggio, riattivando siti abbandonati e utilizzando container improvvisati per evitare un arresto totale della produzione. Al contrario, si registrano i primi timidi segnali di transito: per la prima volta dall'inizio della crisi, la superpetroliera Idemitsu Maru, legata a interessi giapponesi, ha completato il passaggio dello stretto carichi di due milioni di barili di greggio saudita.

Mentre sul piano navale l'Iran schiera la cosiddetta "flotta delle zanzare" — centinaia di barchini veloci per attacchi asimmetrici — nel sud del Libano il conflitto resta rovente. Hezbollah ha rivendicato di aver colpito un bulldozer israeliano con un drone esplosivo a Bint Jbeil. Da parte sua, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha ribadito la linea dura: le IDF raderanno al suolo i villaggi di confine libanesi per distruggere le infrastrutture del Partito di Dio e impedire futuri attacchi contro il nord di Israele.

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