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  • Martedì 28 Aprile 2026

Casi Orlandi-Gregori: la Commissione d'inchiesta smonta definitivamente la pista della "tratta delle bianche"

Votata all'unanimità la prima relazione della Bicamerale. Le 177 ragazze scomparse negli anni '80 furono rintracciate: si trattò di allontanamenti volontari. Nessuna regia comune con le sparizioni di Emanuela e Mirella.

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La Commissione parlamentare di inchiesta sui casi di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori ha segnato un punto di svolta significativo approvando all'unanimità la sua prima relazione.

Il documento, illustrato presso Palazzo San Macuto dal presidente Andrea De Priamo e dal vicepresidente Roberto Morassut, smentisce categoricamente l'esistenza della cosiddetta "tratta delle bianche", una pista che per decenni aveva ipotizzato il rapimento seriale di giovani donne nella Capitale durante i primi anni '80.

Le indagini della Commissione hanno riguardato il presunto fenomeno delle 177 ragazze scomparse a Roma tra il 1982 e il 1983. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, tale scenario non è mai esistito in termini criminosi, poiché tutte le giovani sono state "identificate" e per nessuna di esse è stato riscontrato un rapimento o un omicidio.

Nella quasi totalità dei casi si è trattato, in sostanza, di "allontanamenti volontari" che nulla hanno a che vedere con le sparizioni di Orlandi e Gregori.

Per giungere a queste conclusioni, l'organismo parlamentare ha analizzato una vasta mole di atti processuali e amministrativi, oltre a svolgere audizioni con magistrati, avvocati, giornalisti ed esperti del settore.

Come riportato nel testo della relazione, "la Commissione parlamentare di inchiesta ha proceduto alla verifica dell'ipotesi dell'esistenza di un fenomeno più ampio di scomparse di ragazze a Roma nel periodo 1982-1983", delegando specifici accertamenti agli organi di polizia per valutare la fondatezza di una possibile lettura unitaria di quegli eventi. Il risultato di questo sforzo istruttorio ha portato a escludere che Mirella ed Emanuela siano state vittime di una rete organizzata dedita al sequestro di adolescenti romane.

Nelle conclusioni del documento si legge chiaramente che "la pista delle ragazze scomparse deve ritenersi definitivamente ridimensionata come chiave interpretativa dei casi Orlandi e Gregori non emergendo elementi oggettivi idonei a sostenere l'esistenza di una regia comune o di un contesto criminoso unitario".

La decisione della Commissione di archiviare questa specifica ipotesi punta ora a concentrare le risorse su piste più concrete e circoscritte.

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