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- Perugia - Martedì 26 Maggio 2026
Turismo lento nell'Alta Valle del Tevere: in bici lungo gli argini di Cospaia, la Repubblica nata per un errore dei geometri
Un itinerario a due ruote tra San Giustino e Città di Castello svela le bellezze paesaggistiche dell'Umbria interna e l'incredibile storia del microstato anarchico rimasto indipendente per quasi quattro secoli. La Regione investe oltre sette milioni di euro sulla rete ciclabile per promuovere la "fruizione gentile dei territori" attraverso l'uso di bici ed e-bike.
Muoversi a ritmo ridotto per esplorare la fitta rete delle vallate interne rappresenta ormai uno dei trend più consolidati per il turismo ecosostenibile, soprattutto laddove la morfologia del terreno consente di pedalare in totale relax.
Un esempio perfetto è il sentiero pianeggiante che si snoda tra le province umbre, permettendo di spostarsi da un comune all'altro con il minimo sforzo fisico.
Questa fetta di territorio, lambita dal corso del fiume, offre ampi spazi coltivati, filari di alberi e una ciclovia che si nasconde e riappare continuamente tra i canneti e i boschi ripariali, regalando un'esperienza immersiva lontano dalle rotte del turismo di massa.
Il tracciato si sviluppa interamente su strade sterrate e vicinali a fondo compatto, una caratteristica che rende l'escursione alla portata di chiunque, anche senza una preparazione atletica specifica.
Il percorso è ritmato dalla presenza dell'acqua da un lato e da un susseguirsi di piccoli centri storici, poderi e deviazioni naturalistiche dall'altro. Proprio sulla valorizzazione di questa rete viaria alternativa si stanno concentrando le strategie di investimento della Regione, che ha stanziato un budget superiore ai sette milioni di euro con l'obiettivo di connettere le aree interne e i borghi meno conosciuti.
L'utilizzo combinato di biciclette tradizionali e modelli a pedalata assistita permette così a una platea vasta di visitatori di godersi l'itinerario senza l'affanno delle pendenze appenniniche, traducendo in pratica l'idea di una “fruizione gentile dei territori”. L'elemento più sorprendente del viaggio è però di natura storica e geopolitica, legato a un incredibile equivoco burocratico che nel XV secolo diede vita a una minuscola terra di nessuno: la Repubblica di Cospaia.
Questa piccolissima enclave riuscì a preservare la propria totale autonomia dal 1441 fino ai primi decenni dell'Ottocento. “La Repubblica di Cospaia è una repubblica particolarissima, l’unica repubblica anarchica della storia – spiega Stefania Dindelli, guida turistica – nata per un errore nell’identificazione di un confine tra la Repubblica Fiorentina e lo Stato Pontificio. Non aveva praticamente capi, non aveva leggi, non aveva monete. È ricordata come una repubblica anarchica per eccellenza. Ed è anche il luogo dove è nata la coltivazione del tabacco, perché il tabacco era una pianta illegale, ma a Cospaia, non essendoci leggi, si poteva coltivare”.
Lasciandosi alle spalle i confini di questa antica zona franca, l'itinerario ciclabile prosegue incrociando le imponenti mura di Castello Bufalini – maniero rinascimentale edificato a presidio dei territori papali e celebre per il suo giardino con labirinto – e lambisce gli scavi archeologici legati alla figura di Plinio il Giovane.
Il percorso trova il suo naturale epilogo nel tessuto urbano di Città di Castello, dove il paesaggio rurale cede il passo alle architetture in pietra, ai complessi museali e ai padiglioni espositivi che ospitano le grandi collezioni d'arte contemporanea lasciate in eredità da Alberto Burri.
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