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- Roma - Mercoledì 15 Luglio 2026
Turismo, Mazzi: "Crescita a ritmi record, lo certificano i numeri ufficiali"
Nel 2025 spesi dagli stranieri quasi 57 miliardi di euro: un avanzo che vale l'1% del Pil.
Il comparto turistico italiano si consolida come un pilastro macroeconomico fondamentale per il Paese, registrando performance straordinarie e numeri senza precedenti. A tracciare il quadro di questa crescita strutturale è stato il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, nel corso dell'audizione sulle linee programmatiche del suo dicastero tenutasi davanti alle Commissioni riunite Attività produttive della Camera e Industria e Agricoltura del Senato.
Mazzi ha voluto sottrarre il dibattito alle semplici percezioni, poggiando l'analisi su indicatori macroeconomici precisi e rivendicando il fatto che il turismo rappresenti a tutti gli effetti "una vera industria e non un allegato all'Economia". "Oggi il turismo italiano corre a ritmi da record. Non lo dicono gli slogan, lo certificano i numeri ufficiali dello Stato. I dati della Banca d'Italia sul turismo internazionale segnano un traguardo storico, decisivo anche per la solidità dei nostri conti pubblici", ha scandito il ministro davanti ai parlamentari.
I dettagli finanziari emersi dalla relazione ministeriale offrono una panoramica dettagliata di come la spesa dei visitatori internazionali stia sostenendo attivamente la ricchezza nazionale e compensando altre voci passive del bilancio statale. "Nel 2025 la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia ha sfiorato il tetto dei 57 miliardi di euro, registrando un aumento del 4,8%. Il dato più rilevante, tuttavia, riguarda la bilancia dei pagamenti: il saldo netto tra la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia e quella degli italiani all'estero ha generato un avanzo record di quasi 23 miliardi di euro. È circa l'1% del Pil nazionale immesso direttamente nel nostro sistema economico. Il turismo è, quindi, un ammortizzatore economico e sociale: contribuisce a compensare i deficit energetici e di materie prime e rafforza la stabilità finanziaria della nazione", ha concluso Mazzi.
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