La Croce Rossa Internazionale, oggi, non può far evacuare i civili da Mariupol. E' "impossibile", afferma, poichè "la squadra del Cicr, che comprende tre veicoli e nove persone, non ha raggiunto la città ucraina e non ha potuto facilitare il passaggio in sicurezza dei civili".
L'evacuazione era stata resa nota stamani dalla Bbc. Domani il Cicr tenterà nuovamente di salvare i civili.
Secondo il Cremlino, in nottata l'esercito ucraino ha attaccato un deposito di petrolio nella città russa di Belgorod. Il deposito è andato in fiamme, l'incendio è stato domato questo pomeriggio. Il Cremlino ha aggiunto che l'attacco avrà un peso all'interno dei negoziati.
La responsabilità ucraina dell'attacco è stata smentita dal segretario del Consiglio di Sicurezza ucraino, Oleksiy Danilov: "Per un qualche motivo - ha dichiarato alla tv di Stato - dicono che lo abbiamo fatto noi, ma in base alle nostre informazioni ciò non corrisponde alla realtà".
Una buona notizia arriva, invece, da Bucha: la città, a nord ovest di Kiev, è stata liberata. A renderlo noto è il Sindaco, Anatolii Fedoruk, in un video divulgato dal Kyiv Independent: "Il 31 marzo passerà alla storia della nostra città", dice, per poi ringraziare le forze armate ucraine. La città era stata occupata dai russi il 27 febbraio.
Non si fermano i tentativi diplomatici di trovare una soluzione al conflitto: stando a quanto riferisce in un tweet l'agenzia Anadolu, il Presidente turco Recep Tayyp Erdogan ha avuto un colloquio telefonico con Vladimir Putin, a cui ha rilanciato l'invito per un incontro con il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.
Sono ripartiti in teleconferenza, inoltre, i negoziati tra Kiev e Mosca. Lo ha reso noto un negoziatore russo.
"Per ordine del presidente Zelensky, si è appena svolto il secondo scambio di prigionieri (con i russi). Abbiamo riportato a casa 86 dei nostri soldati! 15 di loro sono donne!". Così, su Facebook, la vicepremier ucraina Iryna Vereshchuk. "A tutti coloro che sono ancora prigionieri: lotteremo per ognuno di voi. Vi riporteremo tutti a casa, tenete duro!", prosegue.
E' necessario che i negoziati continuino, perchè l'Ucraina sta dimostrando "molta più comprensione" per quanto riguarda la Crimea e il Donbass: così il Ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, citato dal Guardian, durante l'incontro con il Ministro degli Esteri Indiano.
Sempre stamani si è tenuto il summit Ue-Cina. Pechino chiede che Bruxelles non faccia pressioni in merito allo scegliere "da che parte stare" e di non avere una "mentalità da Guerra Fredda". A dirlo è il portavoce del Ministero degli Esteri, Zhao Lijan. "Tutti i Paesi hanno il diritto di scegliere autonomamente le proprie politiche estere, non dovrebbero costringere gli altri a scegliere da che parte stare e non dovrebbero adottare un approccio semplicistico di essere amico o nemico", dice, per poi aggiungere che Pechino chiede a Bruxelles di "resistere alla mentalità da Guerra Fredda e allo scontro".
In merito alla situazione, il premier cinese Li Keqiang "ha affermato che la Cina si oppone sia a una guerra calda sia a una guerra fredda; si oppone alla divisione in blocchi e alla presa di posizione". Così, su Twitter, il direttore generale per gli Affari europei del ministero degli Esteri di Pechino, Wang Lutong. Il summit, prosegue, "si è svolto con successo".
"Nel corso dei colloqui il presidente cinese Xi Jinping ha indicato . Ache sono in corso certe azioni per esercitare influenza sulle scelte del Cremlino" in territorio ucraino. Così un alto funzionario europeo, a margine del summit. "Chi si aspetta pero' un dietrofront pubblico della politica estera cinese, non conosce la politica estera cinese", prosegue.
"Questa guerra minaccia la sicurezza ed economia globale, non è nell'interesse né dell'Ue né della Cina, abbiamo responsabilità come attori globali per la pace e la stabilità. Abbiamo chiesto alla Cina di contribuire alla fine della guerra e non chiudere gli occhi davanti alle azioni della Russia". A dichiararlo è il Presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, a margine del summit Ue-Cina.
Al summit ha partecipato anche la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen: "Non è un conflitto, è una guerra. Non è un affare europeo, ma mondiale. E lo dimostra una possibile crisi alimentare globale. L'Ue si aspetta che la Cina si prenda le sue responsabilità come membro del Consiglio di Sicurezza dell'Onu ed eserciti la sua influenza sulla Russia. Siamo stati chiari che, se la Cina non intende sostenere le sanzioni su Mosca, come minimo non interferisca. Per Pechino sarebbe un danno di reputazione, che intacca fiducia e affidabilità. Le imprese stanno seguendo con attenzione la questione", ha dichiarato.
La Presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, è in visita nella Capitale ucraina "per dare un messaggio di speranza": "Sono a Kiev per dare un messaggio di speranza", ha scritto su Twitter, per poi ringraziare il Presidente del Parlamento ucraino: "La resistenza e il coraggio degli ucraini hanno ispirato il mondo. Siamo con voi. Grazie a Ruslan Stefanchuk per l'invito".
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