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- Roma - Lunedì 6 Luglio 2026
Ucraina: massiccio attacco russo su Kiev, 18 morti. Mosca: "Colpiti siti militari"
Raid balistico nella notte distrugge palazzi residenziali nella capitale. L'aeronautica ucraina: "Zero missili intercettati, finiti i Patriot". Il Cremlino rivendica raid su energia e aeroporti.
È di almeno 18 morti e oltre 70 feriti il bilancio provvisorio di un massiccio attacco con missili e droni condotto la notte scorsa dalle forze russe su Kiev e sulla regione circostante. Secondo quanto riferito dall'agenzia Ukrinform, che cita fonti governative, nella sola capitale si registrano 12 vittime e oltre 50 feriti, mentre nella provincia i morti sono 6, con 21 persone attualmente ospedalizzate.
La Procura generale ucraina ha aperto un'indagine per crimini di guerra, localizzando l'epicentro dei danni nei distretti cittadini di Darnytskyi, Podilskyi, Holosiivskyi e Obolonskyi, dove i detriti e gli impatti diretti hanno sventrato diversi edifici residenziali e grattacieli.
L'attacco ha evidenziato una grave crisi nei sistemi di protezione antiaerea di Kiev. Il colonnello Yuriy Ignat, portavoce dell'Aeronautica militare ucraina, ha dichiarato alla Ukrainska Pravda che la difesa aerea non è riuscita ad abbattere nessuno dei 29 missili balistici russi lanciati nella notte.
"I russi stanno sfruttando la grave carenza globale di missili intercettori PAC-2 e PAC-3 per i sistemi Patriot", ha spiegato Ignat, lanciando un appello agli alleati occidentali per un rifornimento costante di munizioni. Nel frattempo, il Comune di Kiev ha annunciato misure di sostegno per gli sfollati, tra cui alloggi temporanei, un indennizzo immediato di 40.000 grivnie (circa 780 euro) e un sussidio mensile per l'affitto della durata di un anno.
Di contro, il ministero della Difesa di Mosca, citato dall'agenzia Ria Novosti, ha rivendicato l'operazione parlando di un "attacco combinato di precisione a lungo raggio" lanciato da piattaforme terrestri, aeree e navali. Secondo la versione del Cremlino, l'obiettivo del raid era focalizzato esclusivamente su imprese dell'industria bellica, impianti del settore energetico e depositi di carburante della capitale. Fonti della difesa russa hanno inoltre riferito di aver colpito con successo diverse infrastrutture logistiche e aeroporti militari situati nelle regioni di Dnipropetrovsk, Poltava, Cherkasy, Chernihiv e nella stessa area di Kiev.
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