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  • Roma - Lunedì 13 Luglio 2026

Ucraina: nasce a Parigi la coalizione antibalistica

Macron compatta 10 paesi. Ira del Cremlino: "Coalizione di istigatori, non vogliono la pace". Bruxelles approva maxi pacchetto di sanzioni cyber contro Mosca.

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Svolta sul fronte della difesa collettiva al vertice dei "Volenterosi" a Parigi, presieduto da Emmanuel Macron alla presenza del leader ucraino Volodymyr Zelensky e di 37 delegazioni estere.

Nove Paesi europei – tra cui l'Italia, rappresentata dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, insieme a Francia, Germania, Regno Unito, Spagna, Paesi Bassi, Danimarca, Norvegia e Svezia – hanno siglato con l'Ucraina un'intesa formale per sviluppare capacità antimissilistiche "puramente difensive" sul continente.

"Riteniamo che la protezione dell'Europa richieda una soluzione globale di architettura integrata di difesa missilistica per scoraggiare e sconfiggere le future minacce missilistiche", si legge nella nota congiunta dei dieci firmatari. Una scelta rivendicata via X dallo stesso Macron: ''Davanti alla minaccia balistica, facciamo una scelta chiara: proteggere l'Ucraina, rafforzare la nostra sicurezza collettiva e costruire l'Europa della difesa. Con il lancio della Coalizione antibalistica, rafforziamo le capacità di cui l'Europa ha bisogno".

Il vertice parigino ha innescato la durissima reazione di Mosca, espressa dal portavoce del Cremlino Dmitri Peskov: "Direi che si tratta di una coalizione di istigatori di guerra. È un gruppo di Paesi che non vuole la pace, che vuole la continuazione della guerra, che si illude della possibilità di infliggere una sconfitta strategica al nostro Paese. Si tratta di una coalizione di persone che si illudono e di una coalizione che istiga la guerra".

Sul fronte diplomatico la tensione resta altissima: il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, ha annunciato a Bfmtv/Rmc la convocazione dell'ambasciatore russo a Parigi per via di una "vasta campagna informatica" di spionaggio coordinata dall'Fsb, preannunciando sanzioni mirate. Quasi in contemporanea, l'asse formato da Unione Europea e Regno Unito ha varato un massiccio pacchetto di sanzioni congiunte contro "nove individui e quattro entità" (inclusi ufficiali del Gru, hacker e società collegate al 16° dipartimento dell'Fsb).

Un intervento di portata inedita illustrato dall'Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, al termine del Consiglio Affari Esteri: "Gli attacchi informatici russi stanno aumentando in portata e gravità. Per la prima volta, l'Ue e il Regno Unito hanno sanzionato simultaneamente l'intero ecosistema che rende possibili questi attacchi, inclusi criminali, hacker e aziende che operano sul più grande sistema informatico di Mosca. Si tratta del più ampio pacchetto di sanzioni informatiche mai adottato dall'Ue".

Kallas ha confermato che anche l'Ue convocherà il rappresentante di Mosca a Bruxelles, spendendo poi parole di dura condanna contro il Comitato Olimpico Internazionale: "La decisione del Comitato Olimpico Internazionale di invitare nuovamente gli atleti russi alle competizioni internazionali è cieca alla realtà. I ministri condannano fermamente tale decisione, poiché coincide con l'uccisione da parte della Russia di un numero record di civili ucraini".

I lavori odierni all'Hotel des Invalides, che hanno riunito circa 25 leader con l'obiettivo di accrescere il supporto a Kiev, anticipano le celebrazioni della Festa Nazionale francese del 14 luglio. Domani sulla tribuna d'onore degli Champs-Elysées, incentrati sulla difesa ucraina e sul "risveglio strategico", siederà anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al fianco di trenta capi di Stato e di governo tra cui il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier spagnolo Pedro Sanchez.

Intanto, Bruxelles e Kiev fanno fronte comune per esigere da Russia e Bielorussia l'immediata liberazione dei cittadini ucraini trattenuti dall'inizio del conflitto. L'Alta rappresentante dell'Ue, Kaja Kallas, ha sottoscritto a nome dei Ventisette una dura dichiarazione congiunta con il governo di Kiev, incentrata sulle gravissime conseguenze umanitarie della guerra di aggressione e sulla sorte dei soggetti più vulnerabili.

“Chiediamo con urgenza alla Russia e alla Bielorussia di garantire il ritorno immediato, sicuro e incondizionato in Ucraina di tutti i civili ucraini arbitrariamente detenuti, deportati illegalmente e trasferiti con la forza, compresi i minori. Condanniamo fermamente il sistematico rifiuto della Russia di confermare l’identità, l’ubicazione e la sorte degli ucraini detenuti o dichiarati dispersi, in violazione dei suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale dei diritti umani, e invitiamo tutti gli Stati a intensificare la pressione coordinata sulla Russia affinché adempia a tali obblighi senza ulteriori indugi”, si legge nel testo diffuso dalle diplomazie.

La nota congiunta si chiude con un fermo richiamo sul fronte penale: ”Riaffermiamo il nostro impegno per la giustizia e la piena responsabilità per i crimini internazionali e le altre violazioni del diritto internazionale commessi nel contesto della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina. Incoraggiamo ulteriori sforzi costanti nell’ambito del Consiglio d’Europa per la messa in funzione del Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina e della Commissione internazionale per i reclami relativi all’Ucraina”.

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