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  • Roma - Giovedì 13 Agosto 2026

Usa, l'ex cardiologo di Dick Cheney al Nyt: "Trump non ha una bella cera, dubbi sulla sua salute"

Jonathan Reiner analizza le condizioni del presidente statunitense e sollecita l'intervento del Congresso per valutare l'idoneità del leader.

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Le condizioni fisiche del presidente degli Stati Uniti tornano al centro del dibattito politico e mediatico. In un intervento firmato sul New York Times, Jonathan Reiner – per 27 anni cardiologo dell'ex vicepresidente Dick Cheney – esprime forti perplessità sullo stato di salute dell'inquilino della Casa Bianca, criticando l'assenza di un obbligo formale di certificazione di idoneità per la carica di Commander in Chief.

"Nonostante le rassicurazioni della Casa Bianca, nel corso dell'ultimo anno il presidente non è apparso in buona salute", osserva lo specialista, pur premettendo la natura indiretta delle sue valutazioni. "Non sono il medico del signor Trump e ho esaminato solo la sua cartella clinica resa pubblica - premette - Tuttavia, il signor Trump è probabilmente il presidente più fotografato nella storia americana, e diversi problemi fisici sono facilmente visibili. Ha avuto grossi lividi su entrambe le mani, gonfiore alle gambe e momenti in cui sembrava avere difficoltà a rimanere sveglio. Si è anche sottoposto a esami di diagnostica per immagini avanzati per motivi non chiari. L'opinione pubblica si chiede ancora una volta se il leader della nazione stia bene".

Nel suo intervento, Reiner sottolinea come non sia indispensabile che "ogni dettaglio sulla salute di un presidente debba essere divulgato", ricordando tuttavia che "il 25mo emendamento della Costituzione prevede la soluzione migliore a questo problema: consente al Congresso di istituire una commissione esterna al potere esecutivo per valutare lo stato di salute e l'idoneità del presidente".

L'attenzione del medico si concentra infine sull'alto numero di specialisti coinvolti nei recenti controlli medici ufficiali. Citando l'ultimo report, Reiner ricorda "che il presidente è stato valutato da 22 consulenti, un numero straordinario di specialisti anche per la più completa valutazione dello stato di salute di un dirigente. Perché sono stati chiamati così tanti medici e quali erano le loro specializzazioni?", chiede il cardiologo.

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