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  • Bari - Lunedì 17 Agosto 2026

Vasco Rossi contro un "fan" sui social, scatta la querela: "Mai fatto nomi per uscire dal carcere"

Il rocker risponde su Instagram e preannuncia azioni legali: "Fui vittima di una calunnia".

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Vasco Rossi interrompe la tranquillità delle sue vacanze in Puglia per replicare sui social alle accuse di un utente e preannunciare azioni legali.

 Il motivo dello scontro nasce da un commento pubblicato da un profilo con il nickname 'Fabrizio', che ha tirato in ballo l'arresto per droga subito dal cantautore nel 1984: "Sei un grande musicista e cantante, ma quando ti arrestarono per possesso di cocaina ero in carcere anche io", per poi accusare il blasco di aver "fatto arrestare" il suo spacciatore "per risparmiare un giorno di carcere…perché hai fatto l’infame?".

Pronta e dura la smentita di Vasco Rossi, che ha affidato la sua ricostruzione a una storia su Instagram: "Questa storia oltre ad essere falsa ribalta completamente la realtà. Io non ho fatto arrestare nessuno, io sono stato invece denunciato da un infame che raccontò al pubblico ministero di avermi venduto 30 grammi di cocaina.

Sulla base di quelle dichiarazioni vennero emessi mandato di cattura e perquisizione e fui portato direttamente in carcere. Ho passato cinque giorni in totale isolamento e 22 giorni complessivi di detenzione, prima che venisse chiarito che non avevo niente a che fare con la banda di spacciatori alla quale ero stato associato. 

Quindi no: non sono uscito prima perché avrei fatto nomi o accusato qualcuno per risparmiarmi il carcere. È successo esattamente il contrario: qualcuno fece il mio nome e io finii in galera".

In conclusione, l'artista di Zocca ha confermato di aver già attivato il proprio pool di legali per tutelare la propria immagine, precisando la destinazione di un eventuale indennizzo: "Giro il tuo commento ai miei avvocati perché procedano nei tuoi confronti, trattandosi di una diffamazione tanto infondata quanto calunniosa. L’oro ricavato dal risarcimento, non loro, lo lascerò a chi soffre ingiustamente in carcere".

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