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Le meditazioni affidate all'ex custode di Terra Santa denunciano le "nebbie dell'indifferenza" e l'abuso di potere. Stasera il Pontefice porterà la croce per tutte le 14 stazioni in solidarietà con le vittime dei conflitti e dei naufragi.
Le meditazioni affidate all'ex custode di Terra Santa denunciano le "nebbie dell'indifferenza" e l'abuso di potere. Stasera il Pontefice porterà la croce per tutte le 14 stazioni in solidarietà con le vittime dei conflitti e dei naufragi.
Una condanna senza appello alle guerre, ai genocidi e a “chi crede di avere un’autorità senza limiti”: la prima Via Crucis di Papa Leone XIV al Colosseo si trasforma in un atto d'accusa contro i potenti della terra e un abbraccio ai "crocifissi" della modernità.
Le meditazioni di questo Venerdì Santo, scritte da padre Francesco Patton, ex custode di Terra Santa, tracciano un parallelismo tra il Calvario di Cristo e le tragedie contemporanee, dal dramma dei naufraghi nei “disperati viaggi della speranza” allo strazio delle madri dei soldati uccisi.
Il filo conduttore è la spiritualità di San Francesco, a 800 anni dalla morte, le cui citazioni accompagnano ogni stazione per ricordare che “ogni autorità dovrà rispondere davanti a Dio del proprio modo di esercitare il potere ricevuto”.
Padre Patton, scelto personalmente dal Papa, punta il dito contro i leader che decidono i conflitti: è loro “il potere di avviare una guerra o di terminarla, il potere di educare alla violenza o alla pace”.
Le meditazioni denunciano l'illusione di chi “pensa di poterne usare e abusare a proprio piacimento”, calpestando la dignità umana o usando “l’economia per opprimere i popoli”. In questo scenario, il testo eleva una supplica affinché l'umanità non si perda nelle “nebbie dell’indifferenza”, ma conservi la capacità di piangere per i figli “falcidiati nelle zone di guerra, annientati nei campi di sterminio”.
Un pensiero speciale è rivolto alle donne, presenze costanti dove c’è bisogno, dagli ospedali agli avamposti di missione, uniche capaci di restare “anche adesso, anche sotto la croce”.
Il Papa ha scelto un gesto dal forte valore simbolico per questa sua prima celebrazione pasquale: porterà personalmente la croce per tutte le 14 stazioni, caricando su di sé il peso delle ingiustizie globali. La preghiera si fa invocazione per le madri che vedono i figli “arrestati, torturati, condannati, uccisi”, chiedendo a Dio di aiutare i fedeli a “scegliere di stare in basso, ai piedi degli altri, piuttosto che cercare di stare in alto e dominarli”.
L'obiettivo della serata è riaffermare che il vero potere non è quello di chi infligge la morte, ma di chi vince la morte dando la vita. Il rito si chiuderà con un appello accorato che Leone XIV rivolgerà al mondo intero: “Aiutaci a continuare a rimanere umani”.
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