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  • Roma - Giovedì 6 Agosto 2026

Vendemmia 2026: la Regione Toscana taglia le rese di 4 denominazioni di prestigio

Misure di contenimento per Brunello di Montalcino, Chianti, Chianti Classico e Toscana Igt. L'assessore Marras: "Programmare è più efficace che rincorrere le emergenze".

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In vista della vendemmia 2026, la Giunta regionale della Toscana ha dato il via libera alle delibere che prevedono la riduzione delle rese produttive per quattro tra le principali denominazioni del territorio.

L'intervento accoglie formalmente le istanze presentate dai rispettivi Consorzi di tutela per il Brunello di Montalcino Docg, il Chianti Docg, il Chianti Classico Docg e la Toscana Igt.

Per le tre Docg sono stati inoltre definiti i criteri per la gestione e la destinazione degli eventuali esuberi di produzione relativi alla nuova campagna vitivinicola.

I provvedimenti approvati puntano ad allineare il potenziale produttivo alla reale domanda dei mercati internazionali, regolando le eccedenze nel rispetto del quadro normativo vigente.

L'obiettivo dell'esecutivo regionale è sostenere la tenuta economica delle aziende agricolo-vitivinicole, proteggere i listini dei prezzi e preservare gli standard qualitativi delle produzioni locali.

“Questi provvedimenti rappresentano molto più di una misura tecnica”, afferma l’assessore all’agricoltura Leonardo Marras. “Esprimono una precisa idea di politica vitivinicola. La Toscana non aspetta che siano gli eventi a decidere il futuro del proprio vino, li anticipa, li interpreta e li governa insieme ai Consorzi di tutela e all’intera filiera. Da sempre riteniamo che programmare sia più efficace che rincorrere le emergenze. Per questo utilizziamo tutti gli strumenti che il legislatore mette a disposizione per mantenere l’equilibrio tra produzione e mercato, salvaguardare il reddito delle imprese e rafforzare il valore delle nostre denominazioni. La competitività del vino toscano non nasce dalla quantità prodotta, ma dalla sua capacità di essere riconosciuto e scelto nel mondo per qualità, identità e reputazione. A partire dalla fine della vendemmia dovremmo riaprire il tavolo della filiera per affrontare tutti gli aspetti che possano, in modo strutturale, affrontare le necessità del rilancio del settore”.

L'adozione dei tagli si basa sulla cornice normativa offeta dagli articoli 35 e 39 della legge 238/2016 (Testo Unico del Vino), che concede alle Regioni la facoltà di limitare le rese massime o contingentare le quote su proposta dei Consorzi e previo ascolto delle organizzazioni agricole.

La Regione Toscana ha recepito ed applicato tali strumenti mediante la legge regionale 73/2017 e i successivi decreti attuativi. “Governare il vino – conclude Marras – significa costruirne il futuro ogni giorno, non soltanto intervenire quando emergono difficoltà. La programmazione non è la risposta a una crisi: è una scelta di politica agricola. È il modo con cui la Toscana tutela il valore delle proprie denominazioni, il reddito delle imprese e il patrimonio economico, sociale e culturale che il vino rappresenta per la nostra regione”.

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