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  • Venezia - Venerdì 4 Settembre 2026

Venezia, alla Giornate degli Autori "Balcanica": il viaggio lungo la rotta di confine con Matilda De Angelis

Opera prima di Nicola Sorcinelli con l'attrice nel doppio ruolo di interprete e produttrice associata. La musica negata al centro del racconto.

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Un padre e un figlio in fuga lungo i drammatici snodi della rotta balcanica, tra controlli e respingimenti, uniti dalla passione per la musica messa al bando nel loro Paese d'origine, l'Afghanistan.

È la trama di "Balcanica", opera prima del regista Nicola Sorcinelli, presentata in concorso come unico titolo italiano alla selezione delle Giornate degli Autori nell'ambito della Mostra del Cinema di Venezia.

I due protagonisti, interpretati da Babak Karimi e Ivar Wafaei, incrociano lungo il cammino Greta, una dottoressa italiana alla sua prima esperienza di volontariato sul confine, impersonata da Matilda De Angelis.

L'attrice, che figura nell'opera anche in veste di produttrice associata, si è espressa sulle ragioni che l'hanno spinta ad abbracciare il progetto e sul percorso psicologico del suo personaggio: "Alla fine perché si sposa una persona: perché la si ama e quindi perché si sposa un progetto, perché lo si ama profondamente e lo si vuole accompagnare, quindi questa è stata, diciamo, la mia volontà. Mi piaceva anche l'idea di cimentarmi in qualcosa di diverso, di più profondo, ecco, anche rispetto al mio percorso attoriale e creativo".

Nel descrivere la figura del medico, segnata da una condizione d'impotenza iniziale ma capace di maturare decisioni radicali per prestare soccorso, De Angelis sottolinea il valore della scelta: "L'azione è l'unica cosa che non ci rende impotenti, perché ci dà la possibilità invece di provare anche solo a immaginare qualcosa di diverso. In questo senso provo enorme ammirazione per le persone che scendono in campo, si sporcano le mani, si mettono a servizio delle cose e agiscono".

La musica negata assurge così nel film a metafora delle libertà fondamentali soppresse, rispecchiando l'impostazione stessa dell'autore. "Questa sensazione di impotenza che prova il personaggio di Greta poi scrivendolo, il film, è anche un po' il mio punto di vista" conclude Sorcinelli.

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