
- Prima Notizia 24
- Roma - Venerdì 3 Luglio 2026
Veratour: l'incertezza geopolitica fa spostare le prenotazioni sotto data
Al 30 giugno dati in calo dell'11%, ma da metà mese parte la forte ripresa dei volumi (+10%). L'Italia si conferma prima meta e sale al 30% delle preferenze.
L’instabilità dello scenario internazionale ridisegna i tempi e la geografia delle vacanze degli italiani per l’estate 2026. Secondo l'analisi del Centro Studi Veratour, la propensione al viaggio resta intatta, ma le decisioni vengono spinte in avanti.
Al 30 giugno le prenotazioni confermate registrano una flessione dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2025, un rallentamento concentrato soprattutto nel trimestre marzo-maggio. Tuttavia, a partire da metà giugno, il mercato ha mostrato una netta inversione di tendenza, registrando un'accelerazione delle vendite giornaliere superiore al 10% rispetto allo scorso anno.
Il nuovo orientamento dei flussi premia le destinazioni di prossimità avvertite come più rassicuranti: l’Italia cresce e si attesta come prima scelta salendo al 30% delle preferenze (rispetto al 28% del 2025). Segue l'Egitto, che pur risentendo del contesto geopolitico mantiene una quota importante del 25% (era al 28%). Più staccate si posizionano Grecia e Cipro (6% complessivo), Canarie e Capo Verde (6,5%), Spagna e Tunisia (5%).
Sul lungo raggio si registra l'avanzata di Kenya e Zanzibar, oltre all'area caraibica trainata dalla Repubblica Dominicana, a fronte di una contrazione delle richieste per Emirati Arabi, Oman ed Estremo Oriente.
“Quando si aprono scenari complessi come quelli che abbiamo osservato negli ultimi mesi, la prima reazione del mercato è sempre emotiva: i clienti non rinunciano necessariamente alla vacanza, ma rimandano la scelta”, spiega Stefano Pompili, Co-CEO Veratour. “Il turismo resta un settore estremamente sensibile alla stabilità internazionale, ma sappiamo anche che il desiderio di viaggiare è incomprimibile. Appena la situazione tende a normalizzarsi, le prenotazioni riprendono progressivamente”.
In questo clima di forte cautela, i viaggiatori manifestano una spiccata richiesta di garanzie e tutele, fattori che rilanciano il ruolo strategico del turismo organizzato rispetto al fai-da-te. “La fotografia di questa stagione ci dice che il cliente cerca destinazioni percepite come più stabili, facilmente raggiungibili e con un buon livello di assistenza”, aggiunge Pompili. “In questo contesto il turismo organizzato dimostra ancora una volta il proprio valore: non solo nella costruzione del viaggio, ma soprattutto nella capacità di accompagnare il cliente prima, durante e dopo la vacanza, gestendo eventuali imprevisti”.
Nonostante il ritardo accumulato nella prima parte dell'anno, l'operatore guarda alla seconda metà della stagione estiva con una prudente fiducia nel recupero, facendo perno sulla flessibilità e sulla solidità del proprio modello di business. “Abbiamo attraversato molte crisi in oltre trentacinque anni di attività”, conclude Pompili. “Ogni volta il turismo ha dimostrato una grande capacità di recupero. La condizione fondamentale resta la stabilità internazionale: anzitutto per ragioni umanitarie, ma anche perché la pace è il terreno migliore per la crescita economica e per la libertà di viaggiare”.
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