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  • Roma - Martedì 30 Giugno 2026

Allarme "Toxic Tourism": per l'Italia danni da 12,6 miliardi l'anno

Lo studio di Raffaele Rio rivela il conto nascosto per le famiglie. Il settore disperde oltre 44 milioni di presenze.

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I modelli di sviluppo turistico privi di una governance strategica rischiano di trasformarsi da risorsa economica a fattore di impoverimento sociale e culturale per le comunità ospitanti.

Presso la Camera dei Deputati è stato presentato lo studio sul "Toxic Tourism", curato da Raffaele Rio, saggista, già presidente dell'Istituto Demoskopika e autore del volume "Il turismo non è destino. Come restituire ai territori il controllo del proprio futuro", edito da FrancoAngeli.

La ricerca quantifica per la prima volta l'impatto finanziario complessivo generato dalle sei principali anomalie che colpiscono il comparto: il caro-prezzi, l'overtourism (sovraffollamento turistico), la marginalizzazione delle aree interne, la deregolamentazione degli affitti brevi, le infiltrazioni della criminalità e la rendita parassitaria delle grandi piattaforme digitali.

I dati macroeconomici validati dal centro studi indicano che il sistema Italia perde, disperda o non riesca a capitalizzare circa 12,6 miliardi di euro all'anno, una cifra pari allo 0,6% del Prodotto Interno Lordo nazionale. La stima congiunturale oscilla da un minimo di 8,8 miliardi di euro nell'ipotesi più prudente fino a una punta di 16,2 miliardi di euro nello scenario più critico.

A questo danno patrimoniale si associa una vistosa contrazione del potenziale di accoglienza non espresso: lo studio stima in 15,2 milioni gli arrivi e in 44,3 milioni le presenze che l'apparato ricettivo nazionale avrebbe potuto intercettare e distribuire in modo omogeneo sul territorio, ma che rimangono esclusi dai circuiti ufficiali perché scoraggiati o spiazzati dalle disfunzioni del mercato.

La presentazione alla Camera — che ha visto la partecipazione di Gianluca Caramanna, deputato e consigliere del ministro del Turismo, Roberta Garibaldi, esperta di turismo enogastronomico, ed Edoardo Colombo, presidente di Turismo.ai — ha messo in luce i riflessi sociali dell'indagine. Il costo potenziale del fenomeno si traduce in una mancata crescita stabile pari a 477 euro per nucleo familiare e a 214 euro per singolo residente all'anno.

Sul versante dell'esclusione sociale, i rincari tariffari e le speculazioni impediscono a ben 8,1 milioni di cittadini italiani di pianificare e accedere ai periodi di vacanza. Al contempo, il boom incontrollato delle locazioni brevi ha determinato la sostituzione di 304mila residenti stabili nei centri storici, mentre le attività illecite e i canali di riciclaggio sottraggono 3,3 miliardi di euro all'anno al circuito dell'economia legale, alterando le regole della concorrenza tra le imprese del settore.

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