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- Ancona - Giovedì 6 Agosto 2026
Vino: Verdicchio dei Castelli di Jesi, l'Imt propone il taglio delle rese per riequilibrare il mercato
L'Assemblea del consorzio delibera la riduzione della produzione e lo stoccaggio per contenere le giacenze. Bernetti: "Scelta di responsabilità a tutela della filiera".
Obiettivo riequilibrio per la Doc Verdicchio dei Castelli di Jesi, architrave del vino marchigiano con una produzione di circa 90 mila ettolitri imbottigliati l’anno. Taglio delle rese e stoccaggio sono gli strumenti di gestione prudenziale dell’offerta deliberati in Assemblea dall’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt) per la prossima vendemmia, con relativa richiesta inviata oggi alla Regione.
Le misure proposte dal maxi-Consorzio marchigiano (16 denominazioni), riguardano la proroga delle limitazioni delle rese a 110 quintali per ettaro – anziché 140 quintali da disciplinare – e il bloccaggio (sino al 30 giugno 2027 e per un massimo di 21 quintali) delle uve prodotte oltre la soglia stabilita.
“Il quadro del comparto richiede particolare attenzione sia a livello nazionale che regionale – ha detto il presidente Imt, Michele Bernetti –, per questo siamo particolarmente soddisfatti per le scelte di responsabilità operate dall’Assemblea. L’obiettivo è contenere un livello delle giacenze cresciuto molto anche dopo la ricca vendemmia 2025, e contestualmente puntare a una corretta dinamica dei prezzi e alla salvaguardia - a tutti i livelli - della filiera. Siamo consapevoli di avere un vino contemporaneo, di qualità e in grado di competere sui mercati nazionali e internazionali; in questo senso accogliamo con favore il recente ingresso di nuovi operatori sul nostro territorio”.
Per il direttore Imt, Alberto Mazzoni, “il Verdicchio dei Castelli di Jesi rappresenta una parte importante del valore delle nostre denominazioni e alcuni indicatori commerciali rilevano comunque una sostanziale tenuta, con l’imbottigliato nel primo semestre a +2,7% e un calo contenuto nel retail nazionale. Il nostro compito sarà perciò orientato su due livelli: il primo su contenimento e riequilibrio, anche con misure di carattere strutturale; il secondo sulla necessità di attivare una campagna di promozione unitaria e continuativa dei vini marchigiani, da sviluppare su un arco temporale non inferiore a quattro anni”.
Il Verdicchio dei Castelli di Jesi conta quasi 1900 ettari rivendicati su un’area che comprende 25 comuni, con oltre 103 mila ettolitri prodotti (imbottigliati per il 90%, a 13 milioni di bottiglie) da 338 viticoltori e 129 produttori. Il Castelli di Jesi ha una quota export pari al 51%, nel 76% dei casi sui mercati europei. In crescita lo share nei mercati asiatici – Giappone in primis – che compensa in parte il gap riscontrato negli Stati Uniti. A valore, Regno Unito, Paesi Bassi, Usa, Germania e Svezia sono i principali sbocchi.
Imt ha infine invitato le singole denominazioni consortili a valutare con attenzione - attraverso la convocazione di assemblee separate - le misure da intraprendere per limitare l’attuale livello di giacenze.
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