
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 26 Maggio 2026
Western Australia, la terapia dello spazio: cinque itinerari "on the road", tra natura incontaminata e deserti auriferi
Dalle scogliere dell'Oceano Indiano alle foreste millenarie, fino alle immense gallerie d'arte a cielo aperto del grano e alle piste dell'oro dei Goldfields. Un viaggio nell'Australia Occidentale offre la riscoperta del tempo profondo e dell'isolamento autentico, trasformando i trend del benessere moderno in un'esperienza geografica concreta attraverso territori sconfinati.
Le nuove frontiere del benessere applicate al turismo globale amano declinarsi in formule suggestive come la ricerca della consapevolezza interiore, l'immersione nei boschi, l'osservazione dei cieli stellati e la filosofia del cammino lento. Nel territorio del Western Australia queste definizioni abbandonano l'astrazione concettuale per trasformarsi in una realtà tangibile, scandita da nastri d'asfalto che si perdono all'orizzonte, scogliere battute dalle onde, boschi monumentali, distese agricole infinite e storici tracciati legati alla corsa all'oro.
Con una superficie che ricalca quasi quella dell'intera Europa occidentale a fronte di una popolazione che non raggiunge i tre milioni di abitanti, questo Stato vanta un pregio ormai introvabile nelle rotte turistiche di massa: la sua lontananza dal resto del mondo non è un artificio di marketing, ma una condizione geografica reale, capace di rigenerare chiunque sia abituato ai ritmi serrati e alle agende sature della vita metropolitana.
La suggestiva terapia dello stupore trova la sua massima espressione lungo la Coral Coast Highway, un corridoio panoramico di oltre millecento chilometri affacciato sulle acque dell'Oceano Indiano, capace di inanellare meraviglie naturali del calibro dei Pinnacoli di pietra, le sfumature rosate della Hutt Lagoon, le gole di Kalbarri e la fauna marina di Shark Bay.
Più a nord, l'esperienza rigenerante dei cieli incontaminati e privi di inquinamento luminoso si sposta nel cuore selvaggio del Kimberley, lungo la Gibb River Road. Questo leggendario tracciato sterrato di 660 chilometri, percorribile esclusivamente a bordo di veicoli fuoristrada durante i mesi meno piovosi, collega le località di Derby e Kununurra attraversando canyon profondi, sorgenti d'acqua termale e fattorie isolate nel nulla, dove la volta celeste si mostra in tutta la sua primordiale immensità.
Il contatto rigenerante con la vegetazione più antica caratterizza invece l'itinerario del South West Edge, dove le passeggiate sospese nella Valley of the Giants, nei pressi di Walpole, consentono di camminare a quaranta metri dal suolo tra i giganteschi alberi di karri, una specie endemica che ha trovato il proprio habitat esclusivo solo in questo angolo di mondo.
Spostandosi verso l'interno, l'arte terapia si fonde con il paesaggio rurale grazie al Public Silo Trail, un circuito di circa mille chilometri che si snoda nella regione della Wheatbelt. Qui, le mastodontiche strutture dei silos destinati al grano, alte fino a 35 metri, sono state trasformate in enormi tele dai più celebri esponenti del muralismo internazionale.
Infine, il recupero di una dimensione temporale dilatata diventa una necessità lungo il Golden Quest Discovery Trail, quasi mille chilometri tra i distretti minerari dei Goldfields. Da Coolgardie a Laverton, passando per Kalgoorlie-Boulder e il villaggio fantasma di Gwalia, questo percorso conduce fino alle mistiche sponde del Lago Ballard, dove le celebri sculture antropomorfe di Antony Gormley emergono dal deserto salato, ricordando ai viaggiatori che la terra possiede una propria memoria storica, del tutto indipendente dai calendari umani.
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