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Partiamo dall’appello inviato in redazione, ma già reso pubblico sul suo sito Facebook, da Maurizio Lombardi Leonardi, Responsabile “Dipartimento Nazionale Tutela e Benessere Degli Animali Rinascimento Vittorio Sgarbi” e Presidente Associazione Fondazione Jigen”: “Bioparco di Roma. Ravi il leone asiatico detenuto all'interno della struttura piange, il suo urlo disperato è udibile all'interno del Bioparco. Il povero felino sta male, è una coazione a ripetere infinite volte la stessa identica azione.
Un giro intorno ad un arbusto, pochi passi avanti e indietro muso chinato verso terra, dopodiché ricomincia l’ennesimo giro rassegnato. I suoi non sono ruggiti ma guaiti di invocazione, il Leone sta piangendo.
Il re della Savana rinchiuso a vita in una gabbia scarna e spoglia sta letteralmente impazzendo, va salvaguardata la sua integrità mentale e psicologica, c'è il serio rischio che il povero felino diventi irascibile fino ad arrivare a ferirsi da solo in maniera mortale, diventando pericolosamente autolesionista per porre fine ad un esistenza assurda e inaccettabile”.
“La scorsa settimana – ci scrive il Presidente Maurizio Lombardi Leonardi- sono entrato in contatto con la segreteria della dottoressa Paola Palanza etologa e Presidente della Fondazione Bioparco di Roma, con l’intento di chiedere un incontro a riguardo la situazione del leone detenuto presso la struttura del Bioparco. In queste settimane il leone è diventato tristemente famoso a causa di immagini e video molto forti che attestano il suo disagio fisico.
La dottoressa Paola Palanza non era momentaneamente disponibile per un appuntamento e mi viene riferito dalla sua segretaria che la dottoressa aveva già rilasciato dichiarazioni in merito allo stato di salute del felino. Queste le sue dichiarazioni in merito "Il leone sta benissimo, rimarca il suo territorio ed esprime la sua aspettativa positiva in attesa del momento del pasto, manifestando l’impazienza di rientrare".
Con estremo garbo il Presidente del Dipartimento Nazionale Tutela e Benessere degli animali Rinascimento Vittorio Sgarbi- rileva che “Il trincerarsi dietro risposte di facciata non fa altro che alimentare i miei dubbi che sono gli stessi dubbi di chi ama gli animali. Sono in contatto con etologi di importanza nazionale che confermano il disagio fisico del povero leone. Noi vogliamo solo aiutare il leone a guarire dal suo male oscuro”.
Diversa invece l’opinione della Presidente dello storico giardino zoologico della capitale Paola Palanza: “La primaria preoccupazione per lo staff veterinario e zoologico del Bioparco è il benessere degli animali, obiettivo imprescindibile della nostra istituzione, insieme alla conservazione.
Da etologa desidero tranquillizzare tutti colori che si sono preoccupati per il leone asiatico Ravi. Il nostro magnifico felino, che condivide un ampio spazio con la femmina Sajani, sta benissimo, il suo comportamento è normale. Nell’incedere maestoso rimarca il suo territorio in attesa del momento del pasto, manifestando l’impazienza di rientrare nei ricoveri interni. Proprio come fanno i gatti di casa”.
Per la famoso etologa romana “Il leone asiatico è classificato dalla IUCN (l’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) in pericolo critico, ne sopravvivono in natura solo circa 600 esemplari presenti unicamente nella riserva del Gir, in India. Il Bioparco partecipa a programmi di conservazione per la salvaguardia di questi felini aderendo al programma europeo EEP (Eaza Ex Situ Programme), coordinato dall’Associazione Europea degli Zoo e Acquari (EAZA).Ringraziamo di cuore tutti però per la grande attenzione dimostrata nei confronti dei nostri animali. Siamo sempre attenti alle segnalazioni e ai suggerimenti di tutti coloro che amano gli animali”.
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