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L’ipotesi di sviluppo dell'Unione Europea proposta dall’ex premier è quella di formare in futuro coalizioni mobili di nazioni che condividono progetti specifici. Il 50% dei nostri connazionali sono d’accordo, contro il 23%.
L’ipotesi di sviluppo dell'Unione Europea proposta dall’ex premier è quella di formare in futuro coalizioni mobili di nazioni che condividono progetti specifici. Il 50% dei nostri connazionali sono d’accordo, contro il 23%.
“Il resoconto sull’esperienza Ue è positivo su molti aspetti, ma serve maggiore incisività su affari esteri, politica industriale e difesa. 1 italiano su 2 sostiene la proposta del Federalismo Pragmatico caldeggiato da Mario Draghi. Meno di 1 su 4 è contrario, senza particolari divisioni politiche”. Questo in estrema sintesi il risultato di un sondaggio condotto da SWG su campione rappresentativo nazionale di 800 soggetti maggiorenni.
“Nell’ambito dei grandi sconvolgimenti che pervadono la politica internazionale negli ultimi tempi - afferma nel suo Radar l’istituto di ricerca SWG - emergono spesso interrogativi sul ruolo e sul futuro dell’Unione Europea. Di conseguenza è importante fare un punto sulla percezione che i cittadini hanno di questo tema. Partiamo da un resoconto dell’esperienza europea: un’ampia parte dell’opinione pubblica italiana riconosce che l’Ue sia stata efficace sui fronti della libera circolazione, della difesa della democrazia, ma anche per quanto riguarda la coesione, l’introduzione dell’Euro e la gestione della concorrenza”.
Ampiamente condiviso l’auspicio di un’Europa competitiva con le grandi potenze sul piano tecnologico e industriale. Vale anche per la difesa, ma con qualche perplessità in più. “I pareri negativi - spiega SWG - prevalgono in merito alla politica estera, alla pianificazione industriale e alla difesa, settori dove c’è ancora molto lavoro da fare. In effetti, è diffusa la consapevolezza che l’Europa debba diventare necessariamente una potenza industriale e tecnologica al pari dei principali player mondiali".
La questione della difesa europea. "Sulla difesa - sottolinea SWG - emerge qualche perplessità in più, ma la maggioranza crede che l’Ue debba diventare competitiva anche su questo fronte. Un ulteriore trasferimento di potere dal livello nazionale a quello europeo è una traiettoria oramai assodata, ma deve essere accompagnato anche da una riforma dell’ordinamento dell’Unione Europea".
E’ maggioritaria, emerge dal Radar SWG, "la convinzione che per rafforzare il ruolo dell’Ue nello scenario internazionale occorra trasferire maggiori poteri dai singoli Stati alla Commissione Europea, seppure molti, contestualmente, ritengono necessario riformare questo organo. I cittadini chiedono quindi un’Europa più forte, e, a questo proposito, la soluzione del Federalismo Pragmatico proposta da Draghi ottiene il supporto della metà degli italiani”.
Al quesito “un’ipotesi di sviluppo dell'Unione Europea nei prossimi anni potrebbe essere quella del Federalismo Pragmatico, ovvero superare la logica decisionale che richiede che tutti i paesi siano d'accordo, e formare coalizioni mobili di paesi che condividono progetti specifici. Lei è d'accordo o in disaccordo con la visione del Federalismo Pragmatico per l'Europa?” hanno risposto Sì il 50% degli italiani, No il 23% e non saprei il 27%. (Fonte SWG, date di esecuzione: 4 - 6 febbraio 2026. Metodo di rilevazione: sondaggio CAWI su un campione rappresentativo nazionale di 800 soggetti maggiorenni).
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