#Covid-19, Draghi: "L'Italia ha dimostrato di saper reagire alle crisi più dure con coraggio, determinazione, unità"
"L'Italia sostiene l'ambizione di vaccinare il 70% della popolazione mondiale entro la metà del 2022".
(Prima Notizia 24)
Martedì 21 Dicembre 2021
Roma - 21 dic 2021 (Prima Notizia 24)
"L'Italia sostiene l'ambizione di vaccinare il 70% della popolazione mondiale entro la metà del 2022".
"Gli ultimi anni sono stati molto difficili per il nostro Paese, come per il resto del mondo. Mi riferisco alla pandemia e alla crisi economica". Così il premier Mario Draghi, intervenendo alla Conferenza degli Ambasciatori e delle Ambasciatrici d'Italia nel mondo, in corso alla Farnesina.

"In questi mesi l'Italia ha dimostrato di saper reagire alle crisi più dure con coraggio, determinazione, unità", evidenzia Draghi, per poi aggiungere che "l'Italia sostiene l'ambizione di vaccinare il 70% della popolazione mondiale entro la metà del 2022".

Il premier ritiene che la gestione "della nuova fase della crisi sanitaria" sia "una priorità". "La campagna di vaccinazione ci ha permesso di salvare vite e di riaprire l'economia, le scuole, i luoghi della nostra socialità. L'arrivo della stagione invernale e la diffusione della variante Omicron ci obbligano però alla massima cautela nella gestione dei prossimi mesi", aggiunge.

Inoltre, "il contrasto alla pandemia non è una questione soltanto interna, ma un tema centrale per la politica estera. Durante la presidenza del G20, abbiamo incoraggiato la comunità globale a vaccinare il mondo, per aiutare i cittadini dei Paesi più vulnerabili e ridurre il rischio di nuove varianti. Il Global Health Summit dello scorso maggio a Roma ha visto i Paesi più ricchi e le case farmaceutiche impegnarsi a donare un numero considerevole di dosi. Dobbiamo mantenere queste promesse e assicurarci che i vaccini arrivino chi ne ha bisogno. L'Italia sostiene l'ambizione di vaccinare il 70% della popolazione di tutti i Paesi entro meta' 2022. Questo obiettivo ora deve essere raggiunto".

"Lo stesso spirito di collaborazione, la stessa determinazione, lo stesso orgoglio di rappresentare l'Italia ci deve accompagnare anche il prossimo anno. Abbiamo davanti sfide significative, da cui dipende la nostra credibilità davanti ai cittadini e ai nostri partner", prosegue.

Altra sfida fondamentale "è l'attuazione del Pnrr. Nei prossimi cinque anni, dobbiamo investire 191,5 miliardi di euro, a cui si aggiungono altri fondi per un totale di 235 miliardi di euro. Ci siamo impegnati a ridurre i divari, accelerare la transizione digitale ed ecologica, migliorare la scuola, la sanità e a riformare in modo profondo l'economia". Il Pnrr, prosegue il premier, "non è il piano di rilancio di questo governo", bensì "il piano di tutto il Paese. Spetta a tutti - politici, funzionari, imprenditori, parti sociali - contribuire alla realizzazione in modo rapido, efficiente e onesto".

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