“Macaone”: il Serpico italiano su cui Fellini voleva realizzare un film

Macaone, appena fresco di stampa per la Rubbettino Editore è il racconto di uno straordinario poliziotto calabrese, Nicola Longo, nato a Polistena, noto come "Il Serpico italiano" e che fece appassionare alla sua figura uomini come Fellini (con lui nella foto), Tonino Guerra e Tomas Milian.

di Pino Nano
Martedì 22 Febbraio 2022
Reggio Calabria - 22 feb 2022 (Prima Notizia 24)

Macaone, appena fresco di stampa per la Rubbettino Editore è il racconto di uno straordinario poliziotto calabrese, Nicola Longo, nato a Polistena, noto come "Il Serpico italiano" e che fece appassionare alla sua figura uomini come Fellini (con lui nella foto), Tonino Guerra e Tomas Milian.

Fellini avrebbe voluto girare un film su di lui e, per questa ragione, Longo, su suggerimento di Guerra scrive una sua autobiografia che intitola in un primo tempo "La valle delle farfalle". Il film non verrà però realizzato a causa di un dissidio tra Fellini e Rossellini che avrebbe dovuto essere il produttore.

Il libro di Nicola Longo, “Macaone”, non è altro che l’autobiografia di un personaggio leggendario che Fellini definiva “un poeta con la pistola”. Nicola Longo, calabrese figlio di un sottoufficiale dei carabinieri, entra in Polizia a 17 anni prendendo subito parte alla squadra di boxe delle Fiamme Oro. A causa di una frattura alla mano lascia la boxe per la lotta libera e partecipa con questa disciplina alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968.

A renderlo ancora più famoso sarà però la sua attività investigativa sia nella squadra narcotici che contro la criminalità organizzata al servizio del Sisde e del Sismi. Chiamato a collaborare con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti viene riconosciuto dalla Drug Enforcement Administration di Miami come uno dei migliori agenti sotto-copertura capaci di combattere il traffico di stupefacenti e la criminalità a livello internazionale. Sarà protagonista di numerose operazioni anticrimine sia in Europa che negli States.

L’uomo ha arrestato esponenti di primo piano della banda della Magliana, come Laudovino De Sanctis alias "Lallo lo Zoppo", Enrico De Pedis detto "Renatino", Danilo Abbruciati detto "er Camaleonte", Edoardo Toscano soprannominato “Diabolik" e ha assicurato alla giustizia i capi del clan dei marsigliesi.

Quando nel 1978 a causa di grave ferimento in un conflitto a fuoco è costretto al riposo, si dedica alla scrittura componendo un racconto per ragazzi sulla prevenzione della tossicodipendenza. Il testo sarà letto da Tonino Guerra che lo spinge a proseguire con la scrittura. Guerra ricorderà così quel momento: "Nicola ha una vita così importante, di una forza limpida, e questo coraggio chiaro l’ho sempre amato…e gli ho detto perché non scrivi queste tue avventure gigantesche"?

Intanto la vita di Longo diventa leggendaria ispirando diversi film di genere poliziesco e serie tv. Ma sarà Macaone, il libro che Rubbettino ha da oggi in distribuzione in libreria e che nella prima stesura si intitolava “La valle delle farfalle”, a conquistare Federico Fellini che avendone letto una bozza decide di trarne un film che non vedrà tuttavia la luce a causa di un dissidio tra il regista e la produzione.

Macaone è un romanzo autobiografico, mettiamola così, di formazione, memoir, in cui i fatti raccontati non sono frutto della fantasia dell’autore. Tutto è incredibilmente vero, perché è storia. Nicola Longo, nel libro di una vita, racconta alcuni degli episodi più significativi della sua gloriosa carriera di poliziotto e servitore dello Stato. Un viaggio nel tempo, che parte dai luoghi incantati della sua infanzia, Taurianova e Polistena nella Calabria degli anni Cinquanta, e attraversa l’Italia intera e le contraddizioni di uno dei periodi più complessi del nostro Paese. In queste pagine, di adrenalina e passione, emerge la spiccata sensibilità di un personaggio che ha ispirato intere generazioni di poliziotti e che oggi, con serenità, prova a mettere ordine nel suo complesso passato. Fiato sospeso e tenerezza del ricordo. Sullo sfondo anche una Roma crepuscolare e decadente che s’inoltra tra i vicoli in ombra conducendoci per mano ad “ascoltare” il buio, le tensioni accumulate, talvolta con amarezza. Federico Fellini, che a Nicola Longo era legato da profonda amicizia, avrebbe voluto farne un film, riconoscendo la "vita straordinaria e affascinante di questo Eroe Buono che cavalca il pericolo con serena quotidianità, sacrificando gli affetti più importanti e rischiando più del dovuto nellostinata ricerca di giustizia e verità". Una storia fatta di storie in cui, senza volerlo, sotto le luci della ribalta, Longo diventa il protagonista.

 


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