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  • Roma - Venerdì 28 Agosto 2026

“Sulla Via di Damasco” entra nel Borgo “Tutto è Vita”: su Rai 3 un viaggio tra dolore, speranza e rinascita

Domenica 30 agosto alle 8.30 Eva Crosetta conduce il pubblico nel cuore dell’Appennino toscano, nella comunità fondata da padre Guidalberto Bormolini. Una puntata dedicata alle grandi domande dell’esistenza, tra malattia, lutto, morte e riscoperta del valore della vita.

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di Paola Carrella

Un luogo nato tra le rovine e diventato spazio di accoglienza, ascolto e rinascita. È il Borgo “Tutto è Vita”, nel cuore dell’Appennino toscano, protagonista della nuova puntata di “Sulla Via di Damasco”, in onda domenica 30 agosto alle 8.30 su Rai 3.

A guidare il racconto sarà Eva Crosetta, che entrerà nella comunità fondata da padre Guidalberto Bormolini, monaco, sacerdote, antropologo, tanatologo, scrittore e artigiano.

Immerso nei boschi di castagni di Mezzana, nel comune di Cantagallo, il Borgo è molto più di un luogo fisico. È uno spazio nel quale il dolore non viene rimosso o nascosto, ma accolto e condiviso, trasformandosi in occasione di consapevolezza e, quando possibile, di rinascita.

Al centro della puntata ci sono infatti alcune delle domande più profonde dell’esperienza umana: come affrontare la malattia, come attraversare un lutto, come guardare alla morte e soprattutto come riuscire a ritrovare un senso quando tutto sembra improvvisamente perduto.

Nel dialogo con padre Bormolini, “Sulla Via di Damasco” esplora il rapporto tra fragilità e speranza, sofferenza e cambiamento, raccontando un’esperienza comunitaria che prova a restituire centralità alla persona proprio nei momenti più difficili.

La trasmissione, firmata da Vito Sidoti, Eva Crosetta ed Emiliano Fiore, dà spazio anche alle storie di chi ha scelto di modificare radicalmente la propria vita.

C’è Paolo, che ha lasciato il mondo dell’informatica per dedicarsi al pane e alla vita comunitaria. C’è la responsabile della prima accoglienza, arrivata al Borgo inizialmente come paziente oncologica e diventata oggi un punto di riferimento per altre persone che attraversano la sofferenza.

E poi la testimonianza di Anne, una storia nella quale il dolore diventa progressivamente possibilità di dono e la fragilità assume una forza inattesa.

Non un racconto costruito sulla negazione della sofferenza, dunque, ma sulla possibilità di attraversarla senza essere soli.

È questa la filosofia che attraversa l’intera esperienza del Borgo: riconoscere che anche i passaggi più dolorosi fanno parte dell’esistenza e che proprio dalla condivisione può nascere una nuova capacità di guardare alla vita.

La regia della puntata è di Alessandro Rosati.

Un viaggio televisivo lontano dai rumori della quotidianità, in un luogo nel quale malattia, perdita e paura non vengono cancellate, ma diventano parte di un percorso più ampio. Perché, come suggerisce il nome stesso del Borgo, “Tutto è Vita”.

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